Alfa tiene con Milano mentre Torino affonda: Elkann oggettivamente promossi

I tremila dipendenti di Mirafiori saranno in cassa integrazione fino a maggio, e già mesi fa Stellantis aveva ridotto od azzerato le commesse alle imprese fornitrici di sedili, tettucci, filtri dell’aria, filtri dell’olio e centinaia di altri componenti. È quello che nell’industria viene chiamato indotto. Alla Lear, dove lavorano 410 persone, la cassa integrazione potrà andare avanti fino alla fine dell’anno, poi rimarranno solo i licenziamenti. «È una crisi terribile. Noi ci siamo arrivati prima perché utilizziamo ammortizzatori sociali da più tempo, ma qui intorno toccherà a tutti», dice Mimmo Ciano, lavoratore della Lear e sindacalista della FIM CISL. «Il problema non è la transizione energetica, perché anche nelle auto elettriche vanno messi i sedili: Stellantis a Torino non fa auto elettriche, ma nemmeno diesel. Qui non fa più auto, e basta».

Stellantis nacque nel gennaio del 2021 dalla fusione di PSA, l’azienda francese che produce Peugeot e Citroën, e FCA, l’azienda italo-americana nata a sua volta dalla fusione di FIAT e Chrysler. La fusione è stata la risposta dell’azienda alla crisi del modello produttivo della FIAT, sempre meno competitivo e centrale nell’economia italiana: nel 1990 in Italia venivano costruiti 2 milioni di auto, nel 2000 erano circa 1,7 milioni, nel 2010 scesero a 850mila, nel 2022 a 500mila. A Torino, la città simbolo della FIAT, si è passati dal milione di auto prodotte ogni anno tra gli anni Sessanta e Settanta al record negativo di 22mila raggiunto nel 2019.

Fiat sta incrementando la propria quota di mercato e la reputazione a livello attualmente europeo, dopo una progressiva espansione sul mercato centro e nordamericano. Invece in Brasile risulta, la multinazionale automobilistica italiana, egemone. Alfa Tonale riceve ossequi e gradimento trasversali, mentre la neonata Milano cui per cause per lo piu’ politiche pare sia stato immantinente mutato nome,  fa il pieno tra ovazioni, critiche e gradimento. Gli Agnelli con Exor che ha appena acquisito gran parte della multinazionale nipponica Philips, devono oggettivamente rintuzzare una situazione mondiale che sciorina la pressione fiscale italiana assolutamente insostenibile, la depauperazione degli acquirenti auto e similari a causa della precarieta’ del lavoro, della scarsita’ del mero lavoro, dell’inadeguatezza verso salari e pensioni che recidono il mercato delle macchine nuove: binariamente ai costi in ascesa verso materie prime, energia con ruolo passivo dello stato nella tutela delle medie e grandi industrie. Situazione diametralmente opposta per Francia e Germania in cui sussidi ingenti sono predisposti sia ai produttori che ai consumatori. E con l’egida statale nel capitale e tutela del lavoro e degli investimenti locali.

Adfnews quotidiano nazionale di approfondimento ha voluto focalizzare le ultime e quelle recnnenti, creazioni Fiat crivellate di critiche, assicurando che meccanica e rombo Alfa, rapportati con i modernissimi criteri ecologici, ergo ridimensionati, sono presenti su Tonale ibrida 1.6 120 cv; mentre la 159 tanto decantata dai sedicenti alfisti, oltre a montare un pianale Opel Vectra, aveva un motore General Motors ad ogni modo declinato in modo efficace, con le peculiarita’ Alfa Romeo. Anche la ventennale Brera di Giugiaro trasudava personalita’ e minuzie della vera Alfa, analogamente alla 156 con il leggendario v6 Busso. La ultima Milano od Alfa Junior, sebbene assemblata nella comune piattaforma Peugeot, permane Alfa certamente come le antenate. Senza dover alludere alle strategie comuni dei produttori di auto, che vedono Volkswagen  produrre Golf, Audi A3, Polo, Skoda Fabia, Seat Ibiza, Cupra, che corrispondono alla medesima auto. Il Suv Lamborghini Uracan invece, deriva da Porsche Cayenne a sua volta Audi Q 8 identica grosso modo, al Tuareg Volkswagen. Audi A6 incarna una Passat attualmente coniugata in Skoda Suberb come Lexus raffigura una Toyota plasmata sui gusti di un mercato piu’ esigente, elegante e facoltoso. Anche Kia non e’ altro che una Hiyndai rutilante. Di tutto cio’ i denigratori Alfa tacciono. Ed anche sulla similitudine paradossale tra le attuali Mercedes classe A e Bmw omologa. Alfa Romeo come Maserati, vanno giudicate in prospettiva e certamente non verranno mai estromesse dalla proprieta’ Exor, ne ridimensionate.  Giacche’ Alfa Romeo rappresenta la “gallina dalle uova d’oro” di Exor ed Agnelli-Elkann. Alla stregua della Lancia che si scontrera’ con neofite realta’ come Tesla e molteplici marchi cinesi e relativi ai Brics, senza dover ridimensionarsi ma nemmeno snaturarsi. In situazioni come quella odierna in cui lo stato italiano latita, bisogna ammettere quanto Exor e la famiglia italiana che la controlla, sa come procedere per tutelare il proprio patrimonio industriale e conseguentemente, beneficiare l’Italia. Ruolo, quest’ultimo, che compete esclusivamente al governo anziche’ alle dinastie imprenditoriali.

Lascia il tuo commento
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail