Leone come Nostradamus aveva previsto la fine dell’ isola ecologica il 27 aprile

In un post del 27 che Benedetto Leone aveva espresso le sue perplessità sul posizionamento dell’isola ecologica in Piazza Labriola.

L’isola ecologica dev’essere la strada per migliorare il servizio di raccolta dei rifiuti e la vivibilità dei cittadini. Sicuramente, l’isola ecologica è, o dovrebbe essere, un risparmio economico per la comunità. Un risparmio dovuto al fatto che non c’è più il costo per la gestione dei cassonetti e di terribili atti di vandalismo spesso collegati. Inoltre, accanto all’isola ecologica, nascono diversi progetti per la raccolta differenziata. Ugualmente, è possibile pensare a progetti e soluzioni relative al settore rifiuti.

Eppure c’è anche da riflettere sul perché dell’isola ecologica in centro città. Favorire e facilitare la differenziata per tutti, significa avere cura della città e della sua sostenibilità. Le due cose, incidono direttamente sulla vivibilità in città, e sulla salute di tutti noi cittadini. Avere un’isola ecologica significa anche pensare all’impegno di ognuno di noi a ridurre i livelli di inquinamento in città. Questa situazione succede a Cassino ma il dibattito avvince molteplice realta’ urbane italiane.

L’economia non puo’ fermarsi ma i costi in continua ascesa obbligano gli imprenditori a trovare soluzioni alternative ed a bassissimo costo di smaltimento dei rifiuti. Gli unici che offrono tali opportunita’ sono i criminali costituiti industria che in tal guisa permettono i guadagni alle imprese ed ai dipendenti, senza scaricare direttamente i costi di smaltimento sugli acquirenti e sulle imprese medesime.
la Grande finanza internazionale che vincola Mattarella e tollera la criminalita’ organizzata che scarica il costo dello smaltimento della spazzatura sulla salute, abroga ogni investimento pubblico sulla costituzione della filiera industriale dei rifiuti che sarebbe ecocompatibile e molto lucrativa. Cosi’ viene indicato l’inceneritore come miglior modo di smaltimento, ma esso e’ pernicioso per la salute, economicamente favorevole ai suoi gestori intersecati con la finanza e la qgrande industria, ed esiziale per il Comune, lo Stato e la collettivita’, che sobbarcheranno costi di bonifica incommensurabile e nanoparticelle di materia bruciata letali o perniciose.
La criminalita’ organizzata ed i potentati industrial-finanziari bloccano aprioristicamente la filiera industriale dei rifiuti in quanto non ci guadagnerebbero loro in guisa soddisfacente bensi’ lo stato; al posto degli inceneritori che ora vedono l’ultimo loro posto a Roma in spregio al diritto alla salute ed al guadagno comune.
L’unica prospettiva possibile per dipanare tale dramma sta nell’abolizione del pareggio di bilancio e nella Costituzione di una filiera industriale virtuosa dello smaltimento dei rifiuti, di matrice pubblica, che scongiuri l’obbligo di raccolta differenziata ed utilizzo delle nuove tecnologie di essiccazione, riutilizzo o disgregazione dei rifiuti gia’ esistenti e comprovate. Tecnologia economica che eluderebbe discariche ed inceneritori cui ho alluso in maniera approfondita nel video che allego, all’interno del canale relativo il giornale che dirigo, Adfnews.it https://youtu.be/mlM6GpwIz2w

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