Trump è tornato alla ribalta scagliandosi, in un concione pubblico, sul suo sito personale e dai profili Telegram dei suoi seguaci, contro l’Amministrazione Biden e l’andamento “indecoroso” che caratterizza l’America degli ultimi lustri. In concomitanza con la celebrazione dell’Indipendenza degli Stati Uniti l’ex inquilino della Casa Bianca ha stigmatizzato la decisione del governatore della regione in cui si trovava la riunione di simpatizzanti di Trump, di negare l’utilizzo della più vasta piazza per scongiurare tafferugli tra militanti e per il fatto che la piazza principale deve rimanere esente da comizi e raduni a sfondo politico. Questo ha sconquassato il buon umore di Trump, che ha focalizzato la cessione di tale luogo, da parte della politica locale, ad un evento prettamente politico della sponda avversa al magnate dell’edilizia e dei casinò americano.

Ciò che Trump ha sollevato, nel suo ultimo incontro con gli ammiratori del partito repubblicano, è l’indebitamento monstre dell’America, superiore a sedici trilioni di dollari, permeato di produzioni industriali  all’estero, vincolato alle decisioni politiche ed economiche cinesi, che ne posseggono la maggioranza del debito, e fautore di incessante impoverimento dei lavoratori, classe media ed imprese americane. Mentre il rampante politico ed imprenditore statunitense ha indicato nella Cina l’origine del virus ergo che essa dovrebbe rimborsare i paesi di sedici trilioni di dollari come riparazione dei danni economici, Trump ha etichettato banchieri europei ed americani quali rei di aver ammesso la Cina nell’organizzazione mondiale del Commercio: da qui sarebbero originati impoverimento e declino occidentali.

Se Trump è focalizzato sul predominio politico della sua figura e l’egemonia economica dell’America nel mondo, va enfatizzato l’operato concluso di aver suddiviso il mondo in Federazioni: appunto quella americana, sudamericana, europea, russa, africana, asiatica ed orientale, subordinate   alle prescrizioni dei banchieri e finanzieri esponenti del Nuovo Ordine Mondiale: il Nuovo Ordine Mondiale è un’idea virtuosa a seconda del criterio di edificazione; per  concretizzalo in maniera vantaggiosa vanno allascati gli obblighi delle federazioni in atto, svincolando Cina, India e paesi emergenti, dal commercio internazionale; in tal guisa si creerebbero due macroaree di grande opulenza, sviluppo, progresso  ed indipendenza da una parte-quella occidentale, e l’altra di indigenza, totalitarismo, sottosviluppo, sul resto del mondo. In alternativa Cina e affini dovranno adottare le medesime regole occidentali nel trattamento di cittadini e lavoratori, dal punto di vista politico, economico e sociale.

Sebbene infatti Cina ed omologhi rappresentano nazioni o continenti autosufficienti sul piano commerciale dato il numero di residenti elevato, dall’altro lato sono autosufficienti anche gli altri paesi, e quelli che non si sentono autosufficienti dal punto di vista numerico paragonandosi alle macrozone come l’Italia, lo sarebbero cambiandone i parametri di valutazione industriale e commerciale.

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