L’industria farmaceutica merita ad ogni modo rispetto e sostegno, per mezzo del ruolo apicale che ha avuto nel progresso scientifico, tecnologico, economico. E’ tuttavia opportuno svelare un arcano che intreccia il piano economico e quello tecnologico, per provvederne alla risoluzione: sebbene la Cina fosse il primo produttore mondiale di vitamina C, tale sostanza mantiene un prezzo calmierato dall’utilizzo della chimica per la propria composizione; e la chimica farmaceutica sebbene serva molto nella limitazione e guarigione delle patologie, possiede comunque un ruolo minore di quello dei farmaci tradizionali, dal punto di vista dell’efficacia terapeutica. Dunque l’aspetto economico va dipanato se si vogliono fornire farmaci più utili e non dannosi, tuttavia, come afferma il Montanari, esperto di nanoparticelle, i farmaci naturali comportano un esborso monetario molto alto, come la vitamina c naturale, dovuto alla lavorazione, alla raccolta ma anche alla scarsità di materia prima per il mercato. 

I farmaci naturali esistono ed hanno costi incommensurabili rispetto a quelli chimici, dunque lavorare sulla prevenzione e sulla facilitazione dei guadagni, binariamente al sostegno pubblico all’industria farmaceutica non chimica, rappresentano una necessità. Senza con ciò destrutturare molto la pur vantaggiosa industria farmaceutica basata sulla chimica, che tanti posti di lavoro, aziende, introiti fiscali, ha permesso e continua a permettere nel mondo.

Lascia il tuo commento
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail