Trupiano incontra i commercianti

Di Francesco Trupiano

Incontro coi commercianti
Ciò che è emerso dall’incontro con i commercianti di Corso della Repubblica può essere espresso con due parole fondamentali: solitudine e rabbia. Inizio col dire che la loro sete di ascolto era molto forte, già dalla mattina alle 7 qualcuno mi ha contattato sui profili social per avere la possibilità di esporre le proprie rimostranze. E questo la dice lunga sulla voglia che avevano di essere considerati, dopo mesi di silenzio da parte dell’amministrazione. Detto questo, sono venuti fuori diversi aspetti importanti, uno di questi sono sicuramente le bugie raccontateci in questi mesi dal Sindaco e dai suoi.

Non è vero che tutti erano d’accordo ai lavori così come sono stati concepiti, anzi la maggioranza per non dire la quasi totalità (ovviamente dei commercianti interessati dal cantiere) era contraria. Del resto non sarebbe servito nemmeno il mio intervento, sarebbe bastato affacciarsi davanti ai loro locali per leggere le affissioni sulle vetrine (“no alla chiusura del corso si alla riqualificazione”) ma l’amministrazione non le ha viste o ha fatto finta di non vedere. Non è vero che alcuni locali, di cui per rispetto non farò il nome, chiuderanno la propria attività per spostarsi altrove per una scelta indipendente dai lavori. Andranno via perché il fatturato è diminuito del 40%. Infine, non è vero che i lavori avrebbero forzatamente dovuto seguire queste tempistiche e questa organizzazione, perché a precisa richiesta dei commercianti di spostare i lavori in altra stagione o comunque cercare una sorta di flessibilità facendo respirare la zona quantomeno ad agosto, momento clou per il commercio della zona per via della S.S.ma Assunta, l’amministrazione si è girata dall’altro lato. Il dato economico è spaventoso. Le perdite incalcolabili. Alcuni, i più accorati, hanno voluto darmene contezza e si parla di perdite del 93% rispetto allo stesso mese di un anno prima. L’esito di tutto ciò? Alcuni sono costretti a chiudere, perché conviene più così rispetto a dover pagare personale e utenze a fronte di utili vicini allo zero. Altri si sposteranno, attività presenti da una vita, ossatura economica e memoria storica di una città costrette a fare i bagagli. Altri vivono con la speranza che tutto questo finirà presto. Ecco, proprio della fine dei lavori vorrei parlare. Mi è sorto un dubbio alla fine del mio giro di questa mattina.

Ma queste tempistiche saranno forse dettate dal fatto che proprio il rispetto categorico delle stesse così come sta avvenendo servirà affinché il taglio del nastro potrà avvenire ad aprile 2024, ovvero alla vigilia delle elezioni? Io voglio pensare e sperare che non sia così, perché si sarebbe agito sulla pelle dei commercianti, per un fine non giustificabile bensì aleatorio. Voglio concludere dicendo che io come tanti, spero tutti, mi auguro che questa città cresca, si fortifichi e che quindi quest’opera sarà effettivamente un volano di crescita per questi commercianti e dunque per la Città, perché a sentire loro e guardare i loro visi, ora, sconfortati e pieni di rabbia, non c’è nulla per cui gioire.

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