Siccome il cosmopolitismo sta diventando anche una piaga ontologica e’ bene rintuzzare la trasnazionalita’ degli interessi manageriali con un management nazionale atto a mediare gli interessi oriundi con quelli da cui esso proviene.

L’ esponente politico di area sinistrorsa, tale Gozi, ha giurato fedeltà’ alla costituzione francese nell’ambito di un programma politico sedicente europeo che spinge lui e tanti altri italiani di profilo pubblico, ad operare scelte e decisioni a favore di uno stato estero e sopratutto concorrente di quello italiano. Non e’ stocastico il fatto che tanta parte di una certa politica abbia recentemente presieduto ed omaggiato i migliori consessi d’oltralpe, allorche’ furono avallate scelte industriali, economiche, finanziarie e politiche svantaggiose per l’Italia, ossia per il paese di loro provenienza. Nell’ambito di tali scelte economiche, industriali e politiche perniciose per l’Italia ed operate da funzionari e politici italiani ma di visione e paghe trasnazionali, e’ bene ricordare l’invasione della Libia che ha depotenziato il ruolo di Eni, Agip ed Enel a favore della Francia; cosi’ come l’ingresso della compagnia Vivendi’ all’interno della Tim dapprima e in seguito di Mediaset, al fine di plasmare l’alta economia italiana sugli interessi di quella francese. Il che e’ stato avallato in seguito alla cessione dell’importante Bnl al banco Paribas che e’ diventato tra gli operatori bancari principali in Europa e ha penalizzato la banca italiana in ambito internazionale. Dunque si evince la necessita’ di legare sul piano legale ogni tipo di management al proprio paese di origine allorche’ esso lavori in ambito politico o industriale, con mezzi fiscali e legali che obbligano a rispondere agli interessi del paese di nascita. Da qui l’esigenza di sottrarre la nazionalita’ ai manager, politici ed industriali che provano e hanno gia’ fatto in anche solo in un’occasione, gli interessi di paesi diversi dal proprio. Draghi era ministro del tesoro all’epoca delle privatizzazioni selvagge a favore della macrobanca americana che dirigeva, nonche’ dell’introduzione dei derivati a detrimento di un comune italiano in seguito fallito ed insignito dalle universita’ americane, dell’emblematicita’ nel caso dei fallimenti e dei nocumenti scattati con i derivati alle pubbliche amministrazioni ed ai cittadini. Se poi si allude al fatto che il figlio di Draghi forse e’ ancora responsabile per i derivati nella macrobanca americana che ha corroborato il prestigio del padre ed il collasso dell’economia mondiale, il quadro diviene allarmante. E Prodi con seguaci tra cui Letta posseggono la Legion d’Onore oggi che l’Italia ha ceduto alla Francia Parmalat che si e’ scoperta florida e soggetta a speculazioni finanziarie illegali ma foriere di acquisizione avvenuta, ebbene, il terrore si fonde con il rammarico e la biliosita’.

Nella patria della liberta’ come l’Italia il diritto principale corrisponde all’obbligo dei propri cittadini, di operare scelte e azioni mai a detrimento del proprio paese di origine… e per far cio’ il governo deve rendere attrattiva l’Italia al livello dei suoi antagonisti, e punire severamente i traditori annidati dentro e fuori le sue “cinta”.

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