Dal resoconto di interviste e dichiarazioni intrecciate ad esponenti dell’intelligence italiana, su Byoblu, emerge un dato di fatto: l’Europa non esiste, giacchè i servizi segreti operano a tutela degli interessi dei propri paesi-stati sovrani-di appartenenza. Da qui si deduce la esigenza di reale sovranismo da parte degli esponenti “ammaccati”, delle nazioni confluite in questo ambiguo concetto di comunità europea.

Dalla fine della seconda guerra mondiale, che ha decretato la perdita ed il ridimensionamento mondiale, dell’Italia, i servizi segreti nostrani non hanno più operato in un’ottica di espansionismo economico strategico, avendo demandato tutto o quasi, alle potenze vincitrici con l’egida degli Usa.

Siccome la crisi maghrebina ai danni dell’Italia è stata causata sopratutto da Francia e Germania, sul piano manageriale andrebbe ripensato il tipo di “sevizio segreto” congeniale alle nuove esigenze dell’Italia. Bando ogni fermento o intento guerrafondaio, la politica dei servizi segreti italiani dovrebbe essere massimizzata nella ricerca di sbocchi nazionali africomediorientali, per tornare a guidare il futuro economico-finanziario dell’Italia “egemone”.

Sul piano economico di queste zone, tra Africa, est europa e medioriente, ci sono ipotetici nuovi bacini commerciali ed industriali italiani. Con l’Africa principalmente, piu’ esteso, giovane e demograficamente in fermento, continente mondiale. Beninteso che per riprendere in mano le redini della geopolitica e geoeconomia dell’Africa e del medioriente, occorrerebbero duplici e variegati sforzi forieri di: regolarizzazione effettiva dell’immigrazione clandestina già presente sul nostro territorio, e riarmo nucleare, per questioni di autodifesa.

Siccome l’ ”ombrello protettivo” americano, di cui l’Italia beneficiava, è stato chiuso in favore dei nuovi interessi strategici degli Usa nel Pacifico, possedere gli armamenti nucleari in opposizione alla schiacciante arroganza politica francese, risulta vitale. Vitale, la rincorsa agli armamenti nucleari, per fronteggiare il nemico francese e inglese che condivide i medesimi interessi italiani, sullo scacchiere internazionale; e fronteggiare la Francia sul piano solo ideale, richiede il possesso dell’armamentario nucleare, senza doverlo adoperare mai in frangenti bellici ma come volano di sviluppo tecnologico, scientifico e solo in ultima istanza, militare. Tale mossa manageriale, imperniata sul riarmo nucleare, diventa essenziale per l’Italia, che non puà ripiegarsi a lungo nel proprio mercato nazionale, nè avvitarsi sulla sua estremamente pacifica cultura. E ben rammentando, l’Italia, di aver subito variegati colpi di stato fino al 2011, e poi nel 2020, fomentati dai servizi segreti francesi, tedeschi, americani ed inglesi, che hanno spezzato l’ascesa di Agip, Enel ed Olivetti verso la “supremazia” globale, ed inoltre i sevizi segreti oriundi hanno bloccato la crescita economica italiana da oltre trenta anni! Dunque anzichè mantenere fermi nell’operato i servizi segreti validissimi dell’Italia, con gli avvenuti rischi di deviazioni verso gli italiani stessi, è vitale riaprire il solco per una nuova riaffermazione mondiale, che abbracci il sud del mondo ed il suo ovest. Dove il ruolo italiano si giocherebbe con le antiche logiche culturali di sviluppo comune dei territori in questione, ed al contempo con i criteri contemporanei basati sul possesso delle armi nucleari e di una politica forte, sovrana monetariamente e risoluta.

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