Scelte scellerate stanno distruggendo tutto il tessuto economico.

Sono circa 390mila le aziende che chiuderanno i battenti un numero enorme, un danno enorme per il nostro tessuto imprenditoriale e lavorativo. Dietro ogni piccola, media o grande azienda abbiamo migliaia di lavoratori (con figli e famiglia) che da un giorno all’altro si ritroveranno senza lavoro o addirittura in età avanzata che non permetterà un facile reinserimento nel mondo lavorativo. Presi dalla crisi pandemica (giusto o esagerato che sia) e da crisi di Governo tutto ciò passa chiaramente inosservato agli occhi dei politici tranne qualche tenue slogan a favore delle partita Iva.
La domanda da porsi è cosa occorre in questo momento ai poveri malcapitati (p.iva)? Come potrebbero essere aiutate in un momento così difficile? Domande che noi comuni mortali ci poniamo quotidianamente e l’unica risposta che riusciamo a darci è la seguente “occorre ossigeno finanziario per resistere” gioco della sorte la parola ricorrente in questa pandemia è stata proprio “ossigeno”.


Ricostruire tutto non sarà per niente facile con vincoli Europei che attanagliano la nostra nazione, ricostruire tutto senza un’idea ben precisa è ancora più complicato.
Siamo stati capaci con il trascorrere degli anni di dannarci per un punto di PIL in più non considerando che al popolo bastava un punto di PIF in più quello che  definisco prodotto interno di felicità. Quindi come si sarebbe potuto risolvere in problema? La mia risposta è con una Banca Centrale che avrebbe stampato denaro in casi di necessità come questi.  Una pandemia mondiale.

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