Dal resoconto di interviste e dichiarazioni intrecciate ad esponenti dell’intelligence italiana, su Byoblu, emerge un dato di fatto: l’Europa non esiste, giacchè i servizi segreti operano a tutela degli interessi dei propri paesi-stati sovrani-di appartenenza. Da qui si deduce la esigenza di ridefinire il ruolo dei servizi segreti, da plasmare sulla reale e rimodulata utilità pubblica.

Dalla fine della seconda guerra mondiale, che ha decretato la perdita ed il ridimensionamento mondiale, dell’Italia, i servizi segreti nostrani non hanno più operato in un’ottica di espansionismo economico strategico, avendo demandato tutto o quasi, alle potenze vincitrici con l’egida degli Usa. Solo che gli interessi atlantici non sempre si coniugano con quelli italici, per cui si finisce per regalare il pregevole lavoro dell’intelligence italiana, a committenti forestieri o semplicemente antagonisti dell’Italia.

Siccome la crisi maghrebina ai danni dell’Italia è stata causata sopratutto da Francia e Germania, sul piano manageriale andrebbe ripensato il tipo di “sevizio segreto” congeniale alle nuove esigenze dell’Italia e suffragare la presenza di sommi generali nella compagine del governo italiano. Bando ogni fermento o intento guerrafondaio, la politica dei servizi segreti italiani dovrebbe essere massimizzata nella ricerca di sbocchi nazionali africomediorientali, per provare a guidare il futuro economico-finanziario del continente euroamericano, asiatico e mediorientale, senza però far lucrare sopratutto ai potenti, con i loro prodotti antitetici a quelli davvero proficui per la piccola e media impresa. Dunque ridefinire la tabella di priorità ed utilità italiane, diventa essenziale anche dal punto di vista dei servizi segreti. Quei servizi segreti eterodiretti da macrostrutture privatistiche sono diventati minacciosi, come Gladio in Italia. Mettere all’acme dell’azione governativa dei lungimiranti generali, in alcuni casi risulta salvifico anche per l’economia: a tal proposito il presidente brasiliano Bolsonaro, binariamente a Putin in Russia, per quanto planetariamente denigrati hanno difeso egregiamente l loro nazioni dal terrorismo biologico da essi padroneggiato in qualità di militari. Viceversa l’Italia economicamente è stata sferzata nel 2020 maggiormente di tutti i paesi europei, americani e cinesi.

Sul piano economico di queste zone, tra Africa, est europa e medioriente, ci sono ipotetici nuovi bacini commerciali ed industriali italiani, ma è opportuno rimarcare quanto la ridefinizione degli obiettivi strategici italiani e non solo per i potenti, passano per l’autonomia energetica più che i diritti di estrazione presso le economie “minerarie”. Con l’Africa principalmente, piu’ esteso giovane e demograficamente in fermento, continente mondiale, l’Italia deve riapprocciarsi in modo autonomo rispetto ai suoi alleati. Beninteso che per riprendere in mano le redini della geopolitica e geoeconomia dell’Africa e del medioriente, occorrerebbero duplici e variegati sforzi forieri di: regolarizzazione effettiva della immigrazione presente in Italia e lo smantellamento dei rapporti con le ong oriunde.

Siccome l’”ombrello protettivo” americano, di cui l’Italia beneficiava, è stato chiuso in favore dei nuovi interessi strategici degli Usa nel Pacifico, possedere gli armamenti nucleari in opposizione alla schiacciante arroganza politica francese, risulta vitale. Vitale, la rincorsa agli armamenti necleari, per fronteggiare il nemico francese e inglese che condivide i medesimi interessi italiani, sullo scacchiere internazionale; e fronteggiare la Francia sul piano solo ideale, essenziale ormai, richiede il possesso dell’armamentario nucleare, senza doverlo adoperare mai in frangenti bellici ma come volano di sviluppo tecnologico, scientifico e solo in ultima istanza, militare. Tale mossa manageriale, imperniata sul riarmo nucleare, diventa essenziale per l’Italia, che non può ripiegarsi a lungo nel proprio mercato nazionale senza sovranità monetaria, nè avvitarsi sulla sua estremamente pacifica cultura. E ben rammentando, l’Italia, di aver subito variegati colpi di stato fino al 2011, e poi nel 2020, fomentati dai servizi segreti francesi, tedeschi, americani ed inglesi, che hanno spezzato l’ascesa di Agip, Enel ed Olivetti verso l’egemonia globale, ed inoltre i sevizi segreti oriundi hanno bloccato la crescita economica italiana da oltre trenta anni, il Bel Paese deve tutelare i propri agenti segreti. Dunque anzichè mantenere fermi nell’operato i servizi segreti validissimi dell’Italia, con gli avvenuti rischi di deviazioni verso gli italiani stessi, è vitale riaprire il solco per una nuova riaffermazione mondiale, che abbracci il sud del mondo ed il suo ovest. Dove il ruolo italiano si giocherebbe con le antiche logiche culturali di sviluppo comune dei territori in questione, ed al contempo con i criteri contemporanei basati sul possesso delle armi nucleari e di una politica forte, sovrana monetariamente, arroccata sui militari e risoluta.

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