Sono i commercianti ambulanti stavolta, a protestare in massa e a Roma, ma non per il Covid bensi’ per il probabile blocco alle loro concessioni di vendita, che il sindaco mette in dubbio; cosi’ il grande raccordo anulare e’ stato sbarrati dagli assembramenti di questa categoria di lavoratori resa maggiormente precaria dal prolungarsi della pandemia piu’ economicamente perniciosa della storia.

Anche piazza della Repubblica, arteria cittadina iper centrale della capitale italiana, si e’ vista assediata dal gruppo di commercianti “senza negozio” minacciati dall’isteresi dei permessi comunali per il loro lavoro. Questo tipo di rivolte si aggiungono a quelle recentissime dei “centurioni” che, complice lo stallo dei turisti fuori al Colosseo, lamentano indigenza ed impossibilita’ di guadagno e lavoro.

Per cio’ che invece attiene ai sussidi governativi per l’epidemia, ci sono alcuni commercianti e imprenditori che hanno dichiarato di ricevere anche trentamila euro mensili, i quali tuttavia per loro confessione guadagnavano in pochi giorni; il problema congiunturale per l’Italia del 2021, ha a che fare con il sostegno ai lavoratori che non raggiunge la sufficienza economica per rintuzzare efficacemente la stagnazione da Covid; infatti alla luce di un milione e mezzo di famiglie con il reddito di cittadinanza che si aggira mediamente a 500€ mensili, si riscontrano milioni di professionisti, impiegati e piccoli imprenditori, che non ricevono liquidita’ adeguata a irrorare il mercato di acquisti finalizzati allo sblocco della crisi Covid.

A Napoli e provincia si sono verificate ottocento chiusure di negozi e perfino il famigerato bar “Miranapoli” di via Petrarca, ha chiuso i battenti dopo appena pochi mesi dal rinnovo e riapertura.

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