Sergio Rizzo numerose volte, di recente, ha deprecato l’attuale sistema neoliberistico quale principale nocumento non solo per l’Italia, manifestando esplicitamente un forte senso nazionalista e parita’ di vedute con la destra classica e quella impersonata da Giorgia Meloni.

Secondo il segretario del “redivivo” Partito Comunista italiano, i giovani non hanno bisogno di sostegni economici tipo reddito di cittadinanza, ma di libero accesso al lavoro e meritocrazia, le quali in Italia non vengono enfatizzati a dovere. Sebbene fosse il reddito di cittadinanza gravato di debiti nei confronti della bce che non garantisce in ultima istanza gli investimenti ed i prestiti italiani per attuare il reddito di cittadinanza, Rizzo appare inciampare in una retorica vetusta improntata su investimenti sempre gravati di debito, senza focalizzare il problema nodale di ogni benefica misura sociale: denaro garantito a livello statale per essere proficuo, alla stessa stregua del Giappone e ora della Gran Bretagna o della banca centrale cinese, di quella svizzera, della Fed statunitense; il libero mercato, come afferma l’esponente italiano della sinistra popolare piu’ bistrattata mediaticamente, asserisce che il sistema neoliberista e’ un “defunto” tenuto in vita da immissioni monetarie e continuative, garantite dalle banche centrali dunque senza debiti, e solo nei confronti del sistema bancario privatizzato. Intanto l’economia fisica langue, la classe media precipita verso l’impoverimento, e le multinazionali mantengono costanti i loro valori finanziari, solo per mezzo delle banche centrali private.

Senza contare il carovita incipiente, l’esigenza di licenziamenti massicci, l’aumento prescritto dall’Europa di iva, tasse di successione, tasse universitarie, tasse sulla casa e ogni tipo di bene, la situazione e’ gravosissima. Le banche d’affari fanno utili e quelle territoriali tendono a decimarsi. La forbice tra ricchi e poveri si impenna e lo stato ogni investimento che fa, lo fa a debito ossia scaricando i costi sulla collettivita’ sottoforma di aumenti fiscali e dei beni e servizi.

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