Nella cornice geopolitica e geoeconomica contemporanea, si vive immersi in sistemi amministrativi di lentezza tale, dal finire per mettere l’interesse dei cittadini mai al centro dell’azione.

Lo stallo percepito come “politico”, è in reatà amministrativo-giuridico e perpetrato in nome della “democrazia”: la sfida per lo sviluppo geoeconomico ormai, si gioca nel superamento manageriale del concetto di “democrazia” a favore dei potentati, e sul superamento del concetto di “ideologia” a vantaggio sempre di questi ultimi: il neoliberismo e’ un’ideologia da sgretolare e la democrazia viene plasmata sulle esigenze di guadagno e potere dei mastodontici manovratori del neoliberismo.

Il che causa margini di manovra assai limitati per le comunita’ fagocitate da deflazioni, speculazioni finanziarie e obblighi fiscali e lavorativi gravosissimi, per cui non diviene mai del tutto operativo, un effettivo miglioramento economico dei popoli, scevro da illegalità di ogni sorta.

Per vedere la concretizzazione dei benefici amministrativo-economici di una nazione, va modificato solo l’andamento della democrazia, garantendo velocità di azione e tempi stretti alle disposizioni dei “vincitori” delle cause giudiziarie inoltre. .

Il chè è impossibile oggi per gli attuali vincoli giuridico-amministrativi e le diffolta’ di guadagni legati a lavoro ed impresa. Un vantaggio per la collettivita’, consisterebbe solo nel non permettere modifiche normative che obbligano a rispettare i diritti e le regole della democrazia stessa. In caso contrario a tali principi pragmatici, tutto rimarrebbe statico e controproducente per molti macroattori finanziari. A tutela dell’equilibrio di questo iter ipotetico, ci sarebbe l’esercito, che dovrebbe essere obbligato a rovesciare con la forza, soggetti e strategie tese a rovesciare il bene comune: ovvero lo sviluppo economico ed il benessere collettivo, senza percorsi di disumana privazione.

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