Parlamento senza partiti antisistema: Paragone bacchettato da tutti

Il verdetto elettorale delle elezioni italiane per il 2022 ha scagliato fuori da ogni ambizione parlamentare il trittico delle principali forze antisistema: Italexit, Italia Sovrana e popolare, Vita. Hanno ottenuto poco piu’ di trecentomila voti le ultime due; con Paragone, Mori ed Amodeo ad aver trainato Italexit poco sopra soglia mezzo milione. Cosi’ fermi all’1,6% delle preferenze la mancata coalizione elettorale totalmente disallineata, fallisce nel tentativo di sforare il tetto del 3% dei proseliti per approdare a palazzo Chigi: ci si deve accontentare di un mediocre 1,6% causato anche dallo smodato astensionismo che invece ha salvato Calenda e Renzi premiati con poco piu’ del 6%. Astensionismo che ha inficiato di Maio non riconfermato al parlamento ed una dovizia di piccole sigle politiche poco conosciute. Conte invece, con il redivivo Movimento 5 stelle, e’ risalito nelle votazioni in modo assurdo, al punto da superare da Lega e Forza Italia, in forte decrescita Salvini, configurandosi come Terzo Polo effettivo. Il vincitore della marcia politica forzata al 25 settembre per l’unica volta nella storia, celebra una palese vittoria per Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, seguita dal  grande distacco afferente il Pd.

Gianluigi Paragone si trova attualmente sotto una gragnuola di critiche oggi che, per la prima volta dal dopoguerra, vedono l’Italia senza una mera, corroborata e fiera opposizione; oltre alla presenza di una legge elettorale che sbarra l’accesso alle camere per compagini politiche inferiori al 3%. Il che e’ definito aspramente incostituzionale dall’avvocato genovese Marco Mori, autore della denuncia sottoforma di Class Action contro l’Unione europea e Mario Draghi medesimo, in seguito. Ma Puzzer, Paragone, Amodeo, hanno visto essere inficiati da una situazione mediatica in cui piu’ autorevoli personaggi, hanno sommessamente invitato alla diserzione delle urne, con una parcellizzazione degli spazi mediatici totalmente sbilanciata verso i partiti tradizionali, grillini compresi. Conte infatti , con una modalita’ di rinnegazione subliminale del proprio recente operato, e’ riuscito ad annettersi la sua antica platea con un mirabile esito politico, trainato tuttavia anche dalla propria presenza ubiquitaria nell’ultimo mese e mezzo. Al mattatore giornalistico della Gabbia va attribuita la responsabilita’, da parte di una ricostituita orda di intellettuali ed operatori del settore, di non aver abdicato al proprio protagonismo in favore di una comune alleanza col fronte del dissenso: quest’ultimo in Italia si aggira sul milione e mezzo certificato. Cosi’ in una “guerra tra poveri”, titolo altisonante affibbiato da Massimo Mazzucco ai protagonisti di Vita, Italexit, Italia Sovrana e popolare, ha vinto l’alta finanza transnazionale in procinto di destabilizzare e depauperare l’Italia come mai prima. In questa fase temporale che vede per la seconda volta nella storia, un presidente della Repubblica in modo illegittimo al terzo mandato, pesa la ritrosia della pasionaria Cunial con Vita, ad aggregarsi con Toscano calabrese editore di Visione tv, accostato pubblicamente a Massoneria, mafia e sfere di potere russo; il tutto senza prove ma con una sorta di paradossale razzismo territoriale. Francesco Toscano ha di recente, promanato un pubblico annuncio sulla propria seguitissima emittente tv informatica, in cui si diceva disponibile a confluire in un unico agglomerato politico, con Vita ed Italexit. Altri stanno esecrando la strategia comunicativa surrettizia di Italexit ed Italia Sovrana e popolare, accusate di voler parlare solo alla propria platea che risulta averli votati, eludendo il gruppo mastodontico di elettori di fatto spauriti dalle loro proposte ed affermazioni dette con passione ed una sorta di livore. Altri dicono che dinanzi ad un pericolo comune le forze antisistemiche avrebbero dovuto in maniera subitanea, apparire e presentarsi assieme, anche a patto di duellare nel parlamento, ma solo in seguito ad un proprio ingresso. Oggi sarebbe bastato raggranellare settecentomila voti, in un panorama da oltre otto milioni di astenuti, per forare il parlamento. Diego Fusaro afferma che ora inizia la disfatta definitiva del tessuto produttivo e sociale italiano, mentre le formazioni al governo vedono la destra grosso modo unita, ma senza una palingenesi politica caldeggiata da una pletora di persone, che aborrisca lo strapotere dei fondi di investimento e le banche commerciali. In tal guisa Meloni sara’ una replica del conglomerato sinistro ad governo di fatto in modo ininterrotto, a parere del filosofo italiano piu’ seguito del web. Conte viene visto con grande entusiasmo dai propri elettori ma definito come coagulature di voti contro gli antisistema da parte degli sconfitti, a causa della propria subordinazione all’Europa ed i principali attori finanziari del mondo. Meloni invece e’ associata dalla dottoressa de Mari come unica plausibile alternativa salvifica per l’Italia, glissando sul proprio ingresso nel celeberrimo Aspen Insitute: infatti oggi senza un approdo in tali organismi finanziari diventa impossibile vincere gli agoni politici nazionali, per la scrittrice e chirurgo radiato; ed il sistema si scardina da coloro che ne fanno parte, aggiunge, in completa assonanza con una asserzione datata di Giuseppe Conte. Ecco la cagione che vede in Meloni un valore aggiunto benefico per l’Italia, per mezzo della sua appartenenza al sistema ma il plebiscito popolare che la sostiene.

Critiche invece per de Magistris pedina di un movimento sedicente di vera sinistra non premiato in questa tornata elettorale: all’ex sindaco di Napoli viene imputata l’impersrutabilita’ di visione su Green Pass e politiche sanitarie.

Per Italexit inizia un periodo in cui e’ stata reclamata dai simpatizzanti, un’unione definitiva con Rizzo, Messora di Byoblu e riferimento di Italia Sovrana e Popolare, Cunial e Toscano. Rizzo dei comunisti oggi segretario di Isp ha dal principio affermato che la sua forza politica continuera’ la propria battaglia, con ascesa compresa, tra le piazze, gli afflitti ed attorno le sedi delle camarille. In un progetto politico e sociale a lungo termine, che promette finira’ per plasmare l’Italia e donarle nuovamente opulenza ed autonomia. In questa cornice emerge il quadro propalato dai suoi accoliti, che l’Italia risulta scevra di democrazia da oltre un lustro; ed oggi questa contingenza si presenta come lapalissiana.

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