In America la guerra civile è una ipotesi imminente e pregna di realismo, se si confrontano alcune testate giornalistiche forestiere che riportano la tensione scottante tra gli schieramenti politici che fanno capo, rispettivamente, a Trump, ed al trittico ormai schieratissimo politicamente:Obama-Clinton-Biden. A Giocare assieme a Trump sono cittadini comuni sedicenti “patrioti” innestati sul motto elettorale “Maga”, acronimo di Make America great again, avversi all’oobligo vaccinale, ai veti sulla vendita e possesso libero di armi, ancora fieri antagonisti della esternalizzazione delle imprese, e postulanti verso la cina, danni eclatanti in termini di migliaia di miliardi, relativi al virus pandemico in atto.

Anche la stampa suffraga l’una o l’altra fazione e, dato assurdo ma inconfutabile, il talk show più seguito sulle televisioni Usa via cavo, è presentato da un simpatizzante di Trump, ossia Tucher Carlson, il quale ha recentemente accusato in diretta la Nsa, agenzia di sicurezza pubblica, di spirlo nelle comunicazioni informatiche al fine di defenestrarlo dalla sua trasmissione “pungente”. La smentita dell’agenzia di sicurezza informatica e non, è stata solerte, laconica e politicamente corretta, tuttavia si agita un ginepraio di voci e polemiche che descrivono l’intento degli 007, di colpire intercettandolo, Trump attraverso il giornalista suo seguace.

Il passato presidente americano è tornato alla ribalta nell’agone politico radunando pubblicamente una dovizia di militanti, con meri slogan inneggianti le difficoltà economiche americane causate dalla Cina, il dolo nella pandemia, i burocrati governativi che vogliono strangolare il tessuto produttivo statunitense,l’inadeguatezza di Biden. L’emblema del movimento “Q” intanto, viene pubblicamente sciorinato e fa incetta di consensi negli Stati Uniti, binariamente al lancio del sito personale dello scorso presidente americano che, come afferma Tucker, raggiunge i trentasette milioni di visite mensili, maggiormente delle tradizionali ed apicali emittenti televisive via cavo. Fonti americane inoltre, lamentano i tool avanzatissimi di Google che, in base al riconoscimento vocale, sottarrebbero visite e numeri crescenti nelle ricerche, al materiale intero inerente Trump: in tal guisa la parola Trump sarebbe ottava nelle ricerche web,con Biden al secondo posto.

Infine l’ex portavoce di Trump è a capo di un social network analogo a Twitter, definitivo terntativo per il rilancio, in chgnate statunitense deprivato del diritto di utilizzo relativo Facebook, Twitter, Youtube.

A destare inoltre scalpore su suolo americano, è stato il diniego delle autorità politiche, di assegnare una piazza imponente per un raduno politico capeggiato da Trump. A ciò si è associato l’attacco pubblico del seguitissimo politico americano, contro gli organi mediatici del suo paese che, a sua detta, avrebbero perso oltre la metà di utenti e consenso.

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