Nemici crescita e convenienza a Napoli

A far rabbrividire i residenti della I municipalità e coloro che hanno a cuore l’immagine di Napoli, si aggiunge lo stato di incuria in cui versa la Villa Comunale, un tempo definita il Real passeggio di Chiaia. Questo spazio pubblico risalente al 1780 rischia di rimanere al buio. Il problema non riguarda la parte adiacente alla movida del centro, in cui i lampioni tengono ancora, ma il resto della villa dove, su 251 punti luce, 47 lampade risultavano fulminate e 10 addirittura divelte. Uno dei due pali della luce posti all’ingresso principale di piazza Vittoria una decida d’anni orsono era proprio senza lampada; senza contare gli altri posti all’interno della villa. E’ probabile che manchino i fondi per riparare i guasti e mettere al riparo dei vandali un luogo che ha bisogno di maggiori controlli, per la sua ubicazione in una strada importante. Di certo tuttavia, il problema dei luoghi pubblici trascurati non è deittico solo di Napoli bensì di una dovizia di Comuni italiani-specialmente meridionali- i cui amministratori locali sono scevri di colpe economiche.  Però è triste pensare che appena ventidue anni dopo i lavori di ammodernamento della Villa comunale, con l’installazione di lampioni moderni ed una nuova cancellata intorno, si sia bloccata quell’opera di valorizzazione di cui ha tanto bisogno Napoli e la Campania in generale. Sembra un’utopia il sogno espresso da molti, di un nuovo Rinascimento partenopeo, in cui si riesca a destare la città dallo stallo in cui versa da tempo. Non è solo un problema di maleducazione e controllo del territorio, su Napoli sembra abbattersi il pessimismo di chi non sente l’esigenza di far fare alla città quel salto di qualità anche solo in termini di decoro che l’accosterebbe alle rutilanti metropoli ricche di bellezze artistiche e naturali, ma da sempre al riparo dallo squallore. Chiaia ne è immune ma sicuramente si può fare di piu’ contrastando in primis la disaffezione di alcuni governanti ed altrettanti operatori. Va rimarcato tuttavia, che lo stallo in cui versa Napoli, non ha origine dall’operato dell’ultimo sindaco, anzi si verifica un assalto a Napoli da parte di enti finanziari privatistici e imprenditoriali che tramano contro l’indirizzo “sociale” dell’amministrazione di Napoli, alla ricerca di emolumenti  e introiti dati da aggravi di imposta. Sebbene Napoli sia in forte crescita va rimarcato quanto la presenza di difficoltà di  inserimento professionale e guadagni adeguati, sia una tara ancora permanente. Eppure i prezzi di Napoli, in relazione alla potenza estetica del suo territorio e della demografia, la rendono la metropoli italiana più accessibile per vivere ed operare.

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