Proprio tra lo smarrimento che ha causato Morgan in mezzo ad i suoi seguaci ed il pubblico musicale generico durante l’ultima esibizione, si affaccia un’epistola strappalacrime e dalla declinazione amarcord da parte del figlio extraconiugale, verso Vasco Rossi in veste di padre. Vasco che ha un’altra propria famiglia, tra l’altro. Ma prima di addentrarsi nella veste intimistica spiccatamente deontologica del rockettaro piu’ iconico d’Italia, e’ opportuno alludere agli epiteti scoptici con cui il musicista Morgan ha sferzato la sua platea fischiante: si e’ sfogato chiamando “frocio di merda” uno dei detrattori che gli rimproverava i quaranta minuti di isteresi con cui ha iniziato il concerto all’aperto; e con l’aver esortato a tornare ad ascoltare Mahamood coloro che ne hanno rimarcato alcuni svarioni di canto. Episodio analogo a cio’ che successe, un paio di lustri fa, con Zucchero alticcio nell’ambito di un concerto nella Sardegna elitaria. Ad ogni modo si registra entropia all’interno del mondo musicale italiano, alla luce delle polemiche che tangono i Maneskin forti di un’apprezzamento globale pressoche’ unanime, ma contestati in Italia a causa di certe esternazioni politiche e sociali che hanno imbizzarrito il pubblico conservatore. Frattanto la cantante americana Noemi ha acquistato per 58 milioni una delle principali magioni di Sylvester Stallone, con la clausola di non dover rimuovere la statua di Rocky.

Se Piero Pelu’ si dice abbia avuto importanti problemi di salute alla stessa stregua di Madonna, Mick Jegger, Bruce Springstein e Celine Dion che i piu’ maliziosi attribuiscono ai sieri vaccinali, Eros Ramazzotti ha ritrovato la felicita’ da nonno con una compagna piu’ giovane di un ventennio, emerge una dichiarazione d’amore del figlio di Vasco Rossi che ne slatentizza un’inusitata sua veste di ottimo padre, estremamente compito, controllato e tradizionalista. Di seguito la lettera del proprio figlio riconosciuto in seconda istanza:”Sì, sono cresciuto sapendo di essere il figlio di Vasco.

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Mia mamma me l’ha detto fin da piccolo.

A 14 anni vidi una sua canzone su Mtv e chiesi a mia madre se potessi conoscerlo.

Mia madre, che era in contatto con lui, pochi giorni dopo organizzò l’incontro e ci vedemmo nell’ufficio di Vasco a Bologna.

Ricordo che entrò dicendo: “Buongiorno figliolo”. È vero che è un timido, ma quando ti guarda con quegli occhioni color ghiaccio diventi timido anche tu.

Lui era emozionato e lo ero anch’io. Forse già dal giorno dopo si pose la questione del riconoscimento da parte sua, il che non era per niente ovvio, ecco perché è stata una bella cosa.

Il tempo di fare l’esame del Dna e il riconoscimento è stato avviato.

Tra di noi si è creato un rapporto forte, spontaneo, sincero.

Vasco è riuscito a darmi tanto. Andavo poco e male a scuola, ero un ragazzo di 14 anni sbandato che era rimasto indietro di tre anni negli studi, ma lui mi ha dato sprone e un obiettivo col metodo del bastone e della carota.

Si vedeva che ci teneva a me, mi stava dietro, tutto questo nonostante avesse una sua famiglia.

Mi ha dato la possibilità di recuperare gli anni persi a scuola: mi sono diplomato e laureato, in Scienze della Comunicazione.

A quell’età è fondamentale una figura che ti dica dove puoi arrivare e lui c’era, con le parole e con i gesti.

Quando mi diplomai mi chiese cosa volevo come regalo e io gli risposi che mi serviva la lavastoviglie. Lui invece mi regalò una macchina nuova, un’Audi 3 che sostituì la Stilo usata che avevo e che mi aveva regalato sempre lui.

Allo stesso tempo mi procurò una casa, ma l’affitto lo pagavo io.

Mi ha insegnato anche a gestire i soldi.

Lorenzo Rossi Sturani

@vascorossi

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