Due operai sono morti in seguito alla rottura di una tubatura di vapore nell’azienda in cui stavano lavorando. L’incidente, secondo le prime informazioni, si è verificato presso la ditta ‘Digima’ a Villanterio, un’azienda in provincia di Pavia che si occupa di raccolta e lavorazione dei sottoprodotti della macellazione. Sul posto sono presenti diverse squadre dei vigili del fuoco e anche il nucleo Nbcr. 
Secondo quanto riferito dall’Areu, i due lavoratori sono stati investiti da vapori contenenti verosimilmente ammoniaca. 
Una vittima ha 50 anni, mentre della seconda non sono ancora note le generalità. 

La questione della sicurezza sul lavoro in Italia sembra un’anatema contro le imprese da un lato, e gli addetti dall’altro: lo stato infatti richiede continui investimenti manutentivi, di aggiornamento informatico, di ampliamento ecologico, che comportano costi crescenti, senza una minima riduzione di gabelle statali, provinciali, comunali e senza adeguate strategie di difesa dagli agguati malavitosi relativi al racket. Lo stato nazionale non si accolla mai le spese liquide di ristrutturazioni aziendale, acquisti esosi di software, installazione di impianti ecocompatibili che cosi’ come per le auto, sono sempre sostituiti da nuove e migliori tecnologie, mai gratuite o molto accessibili. Se a cio’ si aggiungono gli oneri aziendali relativi alla burocrazia imperante, l’imprenditore tende ad eludere tali colpi recidendo il costo della manutenzione, o quello del lavoro con l’assunzione di personale oriundo, tendenzialmente meno preparato e meno oneroso dal punto di vista fiscale.

L’ingegner Lucio Pellegrini, imprenditore novantenne napoletano del settore pellifero e degli accessori, ha spiegato la chiusura della sua attivita’ causata dall’obbligo di riconversione ambientale della fabbrica nel 2000, investimento multimilionario non garantito dalle banche private; e a causa della concorrenza sleale della Cina che, esente da obblighi di non inquinamento, fiscali, locali, di pagamenti dei salari grandi, faceva concorrenza sleale alla sua industria, vendendo prodotti quasi identici ad un quarto del prezzo finale.

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