Nonostante le roboanti e perentorie politiche di respingimento degli immigrati da parte di Salvini e soci, a settembre di due anni fa sono sbarcati sul suolo italiano, o meglio sulle acque italiane, centottantaquattro migranti, in gran parte marocchini. La polemica in questione è pleonastica in quanto c’è una feroce ed occulta guerra in Europa, per il blocco ed il ricollocamento dei profughi. Nè basta sminuire il governo leghista per gli scarsi risultati ottenuti, siccome il tempo di governo è scarso, la questione migrazione cosmofinanziaria e l’impossibilità di raddrizzare fenomeni di tale portata.

Il che è avvenuto, nella fattispecie, per il diniego di Malta ad accogliere sul proprio suolo già oberato di persone non italiane, l’ennesimo barcone europeo. Alchè le soluzioni sono duplici: o Malta in quanto paradiso fiscale destina più fondi al bilancio anti immigrazione, oppure assorbe il venti per cento degli arrivi sul territorio marittimo ad essa antistante.

La questione migranti affonda le radici nella voluta destabilizzazione africana, da parte dell’occidente euro-americano. E tanto la immigrazione è diminuita drasticamente l’altro anno, quanto non potrà mai diminuire di tantissimo, senza una palingenesi finanziaria. La liberazione africana passerà da quella monetaria, controllata dalla Francia, che in tal modo impedisce all’Africa di autosvillupparsi, e dallo sviluppo di produzioni energetiche alternative per l’Europa, che solo così abbandonerebbe la depauperazione energetico-politica e finanziaria dell’Africa. Ma va detto, sul piano manageriale, che sul versante della produzione energetica, passa la sorte di una futura stabilizzazione economica del pianeta. Tale stabilizzazione non dovrà assistere alle cricche di produttori energetici egemonici, ma basare la produzione anche sul perno “salvifico” della condivisione dell’energia in eccesso, con guadagni privati relativi all’autoproduzione. Insomma tutto ciò passerà e si dipanerà mediante l’ausilio della scienza tecnologica applicata alle abitazioni ed alle industrie postecedente un ritorno della moneta Fiat.

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