L’economista Malvezzi tuona su Draghi

Di Francesco Paolo Tondo

Valerio Malvezzi e’ un celebre economista, professore universitario, gia’ sottosegretario all’economia dell’era Craxi ed oggi considerato miglior finanzialista in italia: tra ieri ed oggi il commercialista di matrice keynesiana si e’ scagliato con una discreta acredine contro il presidente Draghi ai microfoni della piu’ seguita Radio su Youtube in Italia. Desta sgomento l’opinione di Malvezzi sull’attuale presidente del consiglio per l’Italia, che lo dipinge come un fautore delle decisioni di Bruxelles basate sugli interessi dei fondi d’investimento e le banche commerciali; Draghi sarebbe congeniale per tali poteri, alla concretizzazione ed al mantenimento dei loro propositi per l’Italia, plasmati sulla desertificazione industriale, depauperazione del reddito collettivo, aumenti di gabelle, cesure della spesa pubblica, privatizzazioni di grandi aziende pubbliche e private analoghe ad Alitalia, Fca, Lamborghini, Ferretti, Valentino, Ducati gia’ completate.

Secondo il principale teorico nonche’ antesignano, dell’economia umanistica, in Italia le tasse vengono adoperate al pagamento di interessi speculativi a fondi di investimento e banche oriundi il cui obiettivo e’ assorbire perfino gli immobili degli italiani-a tal proposito sarebbe deittico l’incentivo alle ristrutturazioni del 110%. Malvezzi ha alluso il lasciapassare della politica verso il finanziamento del debito pubblico italiano alle banche commerciali ed ai fondi d’investimento appannaggio dell’Unione europeo anziche’ continuare ad offrire titoli di debito garantiti dallo stato verso correntisti italiani non perniciosi: il connubio tra sistema di cambio a tasso fisso e offerta di titoli pubblici aprioristicamente a banche private d’affari e fondi d’investimento rappresenta il collasso economico dell’Italia, la cui unica arma di crescita attinge sul taglio dei salari, degli investimenti pubblici, e l’aumento delle tasse.

Dai grafici Ocse e bce sciorinati da Malvezzi affiora quanto l’Italia rappresenti oggi come ieri, il paese piu’ virtuoso d’Europa scalzando la Germania, alla luce dei ricavi da tasse, introiti da esportazioni e limiti agli sprechi. A tal punto l’economista disallineato esecra l’Europa rea di attuali minacce verso l’Italia, attinenti il mancato acquisto di titoli di debito se si eludono le riforme prescritte, imperniate sulle modifiche degli estimi catastali teleologiche di una patrimoniale sulla casa, ed il taglio delle pensioni.

Il professore Malvezzi incalza l’intervistarario sull’intento della bce di far indebitare ulteriormente gli italiani con l’incentivo alle ristrutturazioni che aumentera’ costi di manutenzione, tasse sulla casa e dara’ forse, adito ad ulteriori svendite di beni privati.

Malvezzi conclude la sua fronda all’esecutivo italiano ed a quello europeo con la denuncia a non spendere i soldi delle tasse per i servizi, sempre minori e piu’ scadenti agli italiani, con conseguenti buche di Roma, magistratura meno attrezzata, sanita’, universita’ asili, bensi’ per pagare interessi di un debito accumulato con l’ingresso in Europa ed il divorzio tra banca d’Italia e Ministero del tesoro. Eclatante il dato spiattellato dal finanzialista che vede l’Italia al completo di riforme propedeutiche alla crescita, con la maggiore produttivita’ d’Europa e la ricchezza privata sprecata per la parziale e mancata offerta di titoli statali.

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