La Battaglia della classe media

La classe media e’ l’emblema dello sviluppo economico, culturale, sociale, civile, commerciale, di un paese: l’Italia settentrionale risulta piu’ sviluppata, evoluta e vivibile di quella meridionale per mezzo di una diffusione maggiore di professionisti, artigiani, piccoli industriali, che compongono la parte equilibrata di ogni territorio, ne’ molto facoltosa, ne’ minimamente indigente. La classe media per osmosi edulcora gli spazi ad essa circolanti e migliora le persone che vi sono a contatto permanente.

Il dramma dell’Italia attuale si impernia sulla regressione economica, professionale e civile della mera classe media. Impresa piccola e media infatti annaspano con la stretta sul credito bancario, la tassazione crescente, l’inflazione galoppante, il carovita incipiente, infine la diminuzione certificata di investimenti pubblici nei servizi, imprese e professioni ormai annosa.

Non e’ vero che i ricchi spendono di piu’ e sostengono il commercio, come affermato da Giacomo de Rosa, imprenditore partenopeo del settore ricettivo, in quanto oggi si lavora o poco ma benissimo dal punto di vista remunerativo, o molto ma malissimo. Da cio’ si deduce quanto il settore trainante dell’economia sia la classe media, la quale non esborsa ne’ poco ne’ molto bensi’ spende sovente, con gusto, ed in modo deontologico.

Gli anni novanta hanno conosciuto l’ultima parte del boom economico italiano, che secondo l’andamento studiato dal Financial Times, avrebbero collocato l’Italia sullo scranno della Germania tra le potenze mondiali, entro il 2001. Insomma per la tendenza legislativa ed economica passata il Bel Paese, gia’ quarta potenza mondiale nel ’92 scalzando Francia ed Inghilterra, avrebbe occupato la posizione della Germania verso il 2002: prima potenza economica d’Europa.

La classe media ha subito un processo di deflagrazione causato da quel Fiscal Compact ed affini che hanno prescritto il licenziamento massivo di operatori pubblici-classe media-nel settore ospedaliero poi decimato con la chiusura di una dovizia di nosocomi, universitario, scolastico. Negli uffici di polizia, carabinieri, le assunzioni sono diminuite e vanno a rilento. Per la chiusura di uffici pubblici correlati a regioni e province, il numero di salariati e classe media e’ diminuito, con il nocumento per il Pil sempre vincolato a commesse estere e acquisti locali di sporadici facoltosi individui. Anche le piccole e medie imprese che lavoravano con le pubbliche amministrazioni hanno subito fallimenti per crediti non incassati, cessazione dei rapporti contrattuali con il settore statale, cosi’ licenziamenti e depauperamento generale.

Riguardo i dipendenti pubblici e quelli delle amministrazioni politiche e parapolitiche, il finanzialista Malvezzi rammenta quanto sia falso secondo i dati europei, che essi siano troppi, improduttivi nonche’ onerosi per l’erario. Giacche’ Malvezzi, celebre economista e manager economico di Italia quarta potenza 1992, dimostra che gli incassi fiscali coprono del 120% il fabbisogno pubblico, tuttavia il 20% in piu’ al fabbisogno nazionale raggranellato con le tasse, viene speso per pagare illeciti interessi sul debito pubblico, a speculatori finanziari forestieri. Prima invece eventuali sovraincassi pubblici oppure il 20% delle tasse oggi sprecato in interessi illegittimi costituzionalmente, veniva investito in servizi e sviluppo economico-industriale italiano.

Malvezzi su Radio Radio ha anche smontato il dato che vede il Pil in crescita con il Pnnr, alludendo al fatto che in Italia nascono nuove imprese fittizie derivate dalla disoccupazione ingente della classe media che prova a montare piccole attivita’ commerciali con guadagni totalmente insufficienti a dare gettito fiscale, contributi personali, assunzioni. Per il professore in questione letale alla classe media e la piccola e media impresa italiane, oltre al Fiscal Compact e’ stato l’euro, che ha di fatto raddoppiato i prezzi diminuendo gli emolumenti; ancora le famiglie italiane non riuscendo a risparmiare praticamente nulla, non detengono piu’ come antecedentemente, il debito pubblico oggi sempre piu’ nelle grinfie di banche commerciali e fondi di investimento che proscrivono tagli di spesa, aumento gabelle e prezzi per riscuotere interessi illegittimi sul debito

Interessi sul debito decretati illegittimi in quanto l’Italia ha ripagato una volta e mezzo il proprio debito con gli interessi, eppure essi permangono ed il debito aumenta. Colpendo risparmi e classe media il debito pubblico non viene finanziato dagli italiani di conseguenza non possono attuarsi cesure di tasse, aumento servizi ed investimenti industriali.

La classe media va rilanciata con un piano adeguato non a debito, siccome la mera capacita’ culturale ed analitica di aver scoperto che Idrossiclorochina fa male solo con le dosi indicate da Oms anziche’ nella quantita’ con cui e’ adoperata da certi medici; ebbene questa capacita’ permea fette importanti di classe media, non altri.(quadri moderni d’autore economici nello shop di francescopaolotondo.comhttps://www.francescopaolotondo.com/prodotto/partenza/)

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