Italian sea group: al via panfili italiani targati Armani e Lamborghini

MARINA DI CARRARA – The Italian Sea Group, operatore globale della nautica di lusso, ha presentato le previsioni di progress produttivo del 2024 confermando vari e consegne per tutti i brand del gruppo. Nel dettaglio Tisg ha annunciato il varo e la consegna per l’anno 2024 di 6 yacht. Si tratta di cinque Admiral – 2 megayacht di 78 metri full custom progettati da archistars, uno con interior curati da Sinot Yacht Architecture & Design ed esterni da Lobanov Design, e l’altro totalmente progettato da Sinot; 1 megayacht Admiral Giorgio Armani di 72 metri full custom, con totale progettazione Giorgio Armani; 1 full custom Admiral di 67 metri, con interior a firma dell’architetto Mark Berryman; 1 S-Force Admiral di 55 metri totalmente progettato dal Centro Stile Tisg – e 1 Ketch Perini Navi di 60 metri sviluppato in collaborazione con Ron Holland,che ne ha curato l’architettura navale e con l’architetto Rémi Tessier, che ha progettato gli interni.

In linea con la strategia di crescita e di sviluppo – si legge nella nota – sono già a regime gli ultimi quattro grandi investimenti del 2023. Sito Celi 1920: ampliamento e modernizzazione del sito produttivo della prestigiosa azienda di ebanisteria, per supportare le sempre maggiori esigenze produttive di Tisg, oltre che puntare dal prossimo anno ad ulteriori opportunità di sviluppo nell’extra-settore come residenziale ed hotellerie di alto poszionamento. In relazione all’ HUB Perini Navi a Viareggio, è già in attività la falegnameria storica del brand viareggino che lavorerà prevalentemente sugli interior degli yacht Perini Navi, oltre che a supportare l’intero gruppo. Sarà inoltre inaugurato nei prossimi mesi il nuovo Flag commerciale Perini Navi sempre a Viareggio in Via Coppino. Ampliamento della Steelworks Business Unit, fondamentale per le maggiori attività di dettaglio negli interior, oltre che per le crescenti necessità di acciai di allestimento”. Anche Lamborghini ha concretizzato un progetto nautico che ricalca la propria immagine e caratteristiche autonobilistiche. E da un biennio a questa parte, sembra che la tendenza dei grandi costruttori automobilistici, sia abbracciare il “navale” sottoforma di personalizzazione di alcuni natanti che si plasmano sulla estetica di alcune famigerate vetture.

“Nel 2024 continueremo a crescere come definito nelle previsioni del Capital Markets Day dell’anno scorso – commenta Giovanni Costantino, fondatore ed amministratore delegato di The Italian Sea Group –. A febbraio ci sarà un nuovo Capital Markets Day che andrà ad illustrare i prossimi obiettivi. Continueremo a consolidare il nostro modello di business nel segno dell’innovazione e sostenibilità, perseguendo traguardi sempre più sfidanti ed emozionanti”.

Chi è Giovanni Costantino?

Il mondo di The Italian Sea Group, operatore globale della nautica di lusso, quotato su Euronext Milan ed anche primo produttore italiano di superyacht sopra i 50m, contribuisce a mantenere all’apice, il Made in Italy. Il Gruppo, che fa capo all’imprenditore Giovanni Costantino, ha una storia puntellata di acquisizioni di importanti marchi della nautica italiana. Capitale sociale, poco piu’ di 26 milioni.

Nel 2016 Piero Ferrari, figlio di Enzo Ferrari, entra a far parte del gruppo Ferretti acquistando il 13,2% del capitale attraverso la holding di famiglia F Investments. Risultando così l’unico azionista oltre ai cinesi del gruppo Weichai Power, detentori della maggioranza con l’86,8%. Ferretti Group, multinazionale italiana quotata ad Hong Kong ed attiva nel settore della cantieristica navale, ha chiuso il 2022 con ricavi pari a 1.030,1000 milioni di euro, in crescita del 14,6% rispetto al 2021 (898,4 milioni di euro), grazie al cospicuo portafoglio ordini accumulato nel 2022.

Il valore innovativo ed i vantaggi in termini di sostenibilità, sono stati riconosciuti dal settore. Tanto che, come dichiara l’avvocato Alberto Galassi, amministratore delegato di Ferretti, Riva Ell Iseo rappresenta la prima barca in assoluto a ricevere una certificazione dal Rina (il Registro italiano navale, ndr.); valutando ed accertandone la sicurezza e l’affidabilità». Un riconoscimento, quindi, derivante da un ente terzo. Dopo la presentazione del prototipo, infatti, avvenuta a Montecarlo nel settembre 2022, si è appena concluso con esito positivo un lungo e meticoloso ciclo di test tecnici. «In un anno e mezzo — illustra il ceo — abbiamo svolto esami sul prototipo in ogni ambiente ed in ogni condizione possibile. La scorsa estate Riva El Iseo ha anche partecipato alla Monaco energy boat challenge, una gara di durata riservata a modelli elettrici».

Il motore completamente elettrico è Parker GVM310 di Parker Hannifin, mentre le batterie sono fornite dal gruppo italiano Podium Advanced Technologies e «sono completamente stagne — spiega l’avvocato —, raffreddate a liquido, quindi con il sistema più veloce per lo smaltimento del calore, totalmente ispezionate, coibentate dal punto di vista termico ed hanno un rivestimento resistente al fuoco». Un grande sforzo ingegneristico ha consentito di prestare un’attenzione spasmodica al peso della barca, con conseguente risparmio di carburante e quindi di emissioni. Una serie di soluzioni di alta tecnologia concentrata in una nave da 27 piedi (circa 8,40 metri) senza, però, rinunciare alle caratteristiche ed agli elementi di design tipici dei modelli Riva, come il mogano, l’acero, l’acciaio ed i rivestimenti in pelle. «Abbiamo voluto rischiare scegliendo il marchio più celebre e riconosciuto dal mondo nautico — aggiunge Galassi —, ma prendere la direzione della sostenibilità ambientale, sociale ed economica era un elemento imprescindibile».

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