Italia riagguanta il mercato auto con industria meridionale

Parliamo delle auto di DR Automobiles Groupe, un’azienda nata nel 2006 che dalla sede molisana di Macchia d’Isernia (IS) ha scalato le classifiche di vendita del nostro Paese per competere con alcuni dei più grandi gruppi automobilistici mondiali.

Nei primi cinque mesi del 2022 il costruttore DR, con i marchi DR ed EVO, è davanti nelle vendite italiane a nomi importanti come Volvo, Jaguar, Land Rover, Mazda e Honda. Il tutto con una gamma modelli composta interamente da SUV con motore bi-fuel a GPL, a benzina o elettrico, costruiti in Molise con componenti cinesi e in parte riprogettati per il mercato italiano.

In seguito alla flessione iniziale i record di oggi sono eclatanti e proiettano nuovamente l’Italia nell’albo d’oro dei neonati produttori automobilistici di visioni avveniristiche, sull’abbrivio della famigerata Tesla oggi in affanno.
Dal 2006 ad ora il gruppo DR ha avuto una fase di “boom” iniziale culminato con le oltre 5.000 immatricolazioni del 2010, seguita da un periodo di flessione che ha toccato il suo minimo con le 424 immatricolazioni del 2017. Per capire un po’ meglio questo fenomeno di mercato che in poco più di 15 anni ha permesso a DR e alle sue auto cinesi “Made in Italy” di diventare un credibile protagonista del mondo automotive, e’ opportuno fare una carrellata dei modelli proposti ieri e oggi dal gruppo creato da Massimo Di Risio. A rilanciare la giovane storia di DR Automobiles Groupe arrivano al Milano Monza Motor Show 2022 i due nuovi marchi Sportequipe e ICKX. Il neonato marchio ICKX propone al lancio il fuoristrada ICKX K2 con motore 2.0 turbodiesel e prezzo oltre i 50.000 euro, ma tutte le informazioni su Sportequipe e ICKX le trovate sul sito della casa automobilistica.

Con Sportequipe si presenta sul mercato un marchio improntato alla sportività con prezzi nella fascia 30/40.000 euro che propone la piccola elettrica Sportequipe 1, il SUV compatto Sportequipe 5 e i SUV ancora più grandi Sportequipe 6 e Sportequipe 7, oltre al pick-up Sportequipe K.

L’imprenditore di Risio da cui prende le iniziali il nome del marchio italiano correlato, e’ partito come rivenditore di macchine nuove ed usate in un segmento di territorio meridionale, il Molise, oberato piu’ che le altre regioni d’Italia, da disoccupazione, desertificazione industriale, sfoltimento demografico, emigrazione e cesure di servizi, investimenti pubblici, che si sommano alla cronica penuria di infrastrutture. Cosi’ si contrassegna tale realta’ nazionale che si e’ raggruppata in un coriaceo gruppo civico:”Macroregione Lazio-Abruzzo-Molise”, per delineare la costituzione di un’area che veda Roma con il Lazio, capofila di un agglomerato cittadino, industriale ed istituzionale in grado di sovvertire la crisi.

Con l’uscita dalla Confindustria italiana di Fiat confluita in Fca e poi Stellantis, e lo svincolo di Stellantis dall’unione dei costruttori europei, l’Italia si ritrova una unica e solida industria automobilistica di derivazione meridionale che si sta installando in Spagna e Portogallo con nuovi punti produttivi, e sta dotando il territorio molisano di altre strutture di produzione, smercio, diffusione. In seguito alla costituzione della spagnola azienda automobilistica Cupra, la quale ad ogni modo pare essere controllata da Wv, l’Italia sta promanando nuove e variegate societa’ automobilistiche artigianali, dai pezzi limitati ed i prezzi elevatissimi, in una sorta di ritorno agli albori della tradizione automobilistica nostrana. E dalla buona risposta in termini di acquirenti, per lo piu’ oriundi, che si contrassegnano come i primi ed i principali estimatori ed acquirenti del prestigioso “Made in Italy”. Dr a differenza di Fca con Alfa Romeo, ha puntato dal principio sull’appetibilita’ in termini di prezzo e modelli di piccola stazza, ma in seguito ha introdotto tosto nuovi modelli aggiornati ed odiernamente la fascia di modelli si conferma ampliata e sopratutto copre, dal punto di vista del prezzo, anche il settore di mercato piu’ facoltoso, che consente maggiori utili e minori volumi di vendita. E’ opportuno solo capire, in questa fase, quale strategia abbia in mente lo stato italiano, ormai scevro da tempo di una efficace e visionaria politica industriale, per sostenere l’espansione e la tutela di Dr in prospettiva e nel presente. Cio’ sulla base dei dati emergenti da gruppi di statistica e studio indipendenti, che definiscono l’erario italiano estorsivo, a causa della pressione fiscale monstre che ha costretto Fiat ad emigrare in Olanda come sede fiscale ed a confluire in Citroen, azienda parzialmente statale, per usufruire di supporto finanziario e politico utile. Dr comunque e’ recentemente entrata nel macrocosmo finanziario Fca per servizi di ausilio, stabilizzazione finanziaria e, casomai, maggiore distribuzione.

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