Un messaggio che avvisa del controllo e dà agli utenti 7 giorni per provare che si tratta di un errore: sono in corso, secondo quanto risulta all’ANSA, le prime verifiche ‘anti-furbetti’ del Cashback, in vista della chiusura del primo semestre del programma. Il messaggio avvisa che sono in corso controlli su “transazioni anomale”, che sono “ricorrenti”, di “importo irrisorio” ed effettuate in “numero elevato presso lo stesso esercente lo stesso giorno”. Queste mini-transazioni non si possono considerare “acquisti” ma operazioni “abusive” quindi saranno stornate, a meno che non si sappia dimostrare l’oggetto effettivo dell’acquisto. 

Cio’ che desta sgomento, riguardo l’incentivo agli acquisti elettronici, e’ il fatto che il rimborso statale avviene ad acquisto effettuato, anziche’ magari prima dell’acquisto: con questa seconda opzione si sarebbe incentivato realmente il commercio on line anziche’ cercare di far ricadere tutto sulle tasche dei contribuenti ed acquirenti.

Ad ogni modo, per rendere efficace il commercio elettronico dal punto di vista dello sviluppo complessivo, dovrebbero essere alimentati dei circuiti di pagamento soltanto statali e delle catene di delivery e e commerce statali, che versino imposte e contributi su suolo nazionale, in modo da migliorare i servizi pubblici e sostenere crescita e salvezza, del macrocosmo del commercio e dei servizi fisici, vessati da internet privata, dalla crisi antecedente e dal blocco pandemico.

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