In epoca di notizie false, complottisti veri, falsi o presunti, notizie vere inesatte e notizie relativamente false, bisogna affermare quanto l’informazione sia in pericolo ed in futuro diventera’ un bene esoso; cosi’ come con l’informazione giusta, quella ufficiosa, quella sconosciuta, si ottengono guadagni mastodontici in borsa o ci si salva la vita dinanzi ad un virus, e’ opportuno suffragare e pagare anche, coloro che forniscono informazioni adeguate. Siccome la maggioranza delle notizie e’ stato constatato provocare malessere, ansie, timori, precarieta’ e sottomissione, va evidenziato come il bene piu’ prezioso oggi sia l’informazione. Le persone ma anche lo stato, tendenzialmente esigono informazioni gratuite ignorando il lavoro e lo studio ingenti che vi sono alla base. Pertanto appena un sito di notizie indipendente come Adfnews.it diviene a pagamento il pubblico lo rifugge e lo stato lo tartassa di imposte; quello stato nazionale purtroppo eterodiretto che non sovvenziona la stampa alternativa o la sovvenziona in modo cosi’ esiguo da renderla controproducente: per politica aziendale il quotidiano che dirigo, Adfnews.it, rimarra’ indefinitamente gratuito ma come tanti produttori di notizie disallineate, Adfnews.it ha un bisogno incessante di inserzionisti e donatori, in modo da ampliare l’organico in favore di assunzioni di giovani; quei giovani pagati dignitosamente cui Adfnews.it aspira, che da 50000 visite mensili possano triplicarle binariamente ai contenuti. Cosi’ come Adfnews.it desidera rilanciare presto il proprio servizio di tg nazionale e operare tanti nuovi servizi televisivi in giro per l’Italia, che illustrino un quadro informativo in grado di fornire ausilio ed utilita’ anche economica, per il lettore. Premesso che i rari individui a disporre delle giuste notizie in merito alla crisi dei mutui sub prime del 2007 non hanno subito un centesimo di perdite, le informazioni vanno liberate dalla “spada di Damocle” della censura, che limita tanto la liberta’ di stampa, ma anche la possibilita’ di sviluppo nazionale ed il bene individuale del lettore. 

In un paese rispettoso della Costituzione non vi sarebbe una guerra dell’informazione in cui chi detiene le informazioni migliori diviene piu’ ricco, piu’ potente, libero, sano, inserito socialmente ed istruito. Giacche’ le informazioni strategiche almeno per il benessere nazionale sarebbero facilmente fruibili e non controproducenti per chi le raccoglie e le pubblica.

Oggi si assiste ad un attacco esiziale al dissenso, che vede Internet subire un processo di perdita della liberta’ ed oberata dalle notizie delle agenzie di debunk o “fact cecker”, ossia agglomerati politici e giornalistici ben finanziati per tutelare le informazioni ufficiose e creare una realta’ funzionale a chi ha accesso a tali informazioni. Il risultato di cio’ si avverte in una divisione dell’opinione pubblica, in attacchi reciproci e ghettizzazione dei produttori di notizie disallineati e definiti “bugiardi”. Cosi’ in tempi di pandemia curabilissima a livello domestico, il debito dell’Italia e’ salito al 160% del pil, raggiungendo i livelli della guerra mondiale. Dopo tale debito si tradurra’ in svendita delle multinazionali di stato, delle imprese piccole e medie, in privatizzazioni ulteriori, aumento delle tasse, taglio alle pensioni, ai salari, agli investimenti, ai servizi pubblici ed al lavoro. Oltre che con un aumento dei costi causato, tutto cio’, dalla privatizzazione in mano a fondi di investimento e banche commerciali oriunde, della finanza statale e della propria sovranita’ monetaria.

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