L’atto della privatizzazione delle banche, delle multinazionali, dei servizi pubblici, delle infrastrutture che affonda le radici antecedentemente l’instaurazione dell’ultima compagine di grande politica in Italia, ha causato la radicazione dei fondi d’investimento nei gangli di ogni sfera industriale, politica, amministrativa e sociale, in Italia, Europa ed America. I fondi di investimento consistono in agglomerati finanziari di proprieta’ delle banche commerciali, troppo grandi per fallire, che decidono le sorti delle multinazionali salvandole, sventrandole o potenziandole.

C’e’ un fondo di investimento proprieta’ di Agnelli che funge da ammortizzatore finanziario per la galassia Fiat, Ferrari, Juventus, in correlazione con il potere bancario degli Elkann imparentati con la piu’ importante famiglia finanziaria della storia: i Rotschild. Oggi i fondi di investimento sono gli unici a poter salvare Alitalia separatamente dallo stato, tuttavia essi agiscono sempre in una logica di mercato anziche’ costituzionale, per cui tendono al massimo risparmio ed al massimo guadagno frammisti alla massima efficienza.

I piu’ prestigiosi imprenditori italiani hanno dovuto cedere le proprie multinazionali a quei fondi di investimento che dominano e manipolano il mercato, i prezzi e le borse finanziarie, per assicurare prosperita’ e continuita’ alla loro azienda e diventarne azionisti senza obblighi di mansione; di imprese vendute o svendute ai fondi finanziari si annoverano Bnl, Gucci, Versace, Valentino, Bulgari, Lamborghini per citare quelle famigerate. A capo dei fondi di investimento si ravvedono quei Bill Gates e similari il cui potere invisibile e’ sempre piu’ percettibile e totalizzante. 

Le difficolta’ fiscali, politiche, commerciali, che assediano le macroimprese sono eludibili penetrando nella galassia dei fondi di investimento finanziario come Cerberus o Blackrock che agiscono in permanente conflitto di interessi e a danno delle imprese solide, essendo ammanigliati, proprietari, sia relativamente alle banche commerciali, che alle altre principali multinazionali. I fondi di investimento sono convenienti per i mega imprenditori ed i singoli ma non per la collettivita’: investendo 14000€ in un fondo speculativo dal lunedi’ e ritirando i guadagni al venerdi’, si intascano trecento euro senza far nulla e a danno dei paesi e sistemi poveri o quelli non facoltosi.

Gianluca di Mella, imprenditore ottico napoletano con una pletora di negozi in tutta la Campania e solo 33 anni, ha acquisito una azienda produttrice di lenti di Bolzano, ed ha reiterate volte ricevuto offerte di acquisto della sua impresa da parte dei fondi di investimento. Egli ha dichiarato che la somma non lo soddisfaceva ancora pertanto la ha aborrita, tuttavia entro una decade ha dichiarato che vendera’ la sua attivita’ ad un fondo di investimento che lo arricchira’ ulteriormente, lo fara’ stare a vita nell’azionariato della impresa, gli fornira’ una pensione crescente senza obbligo di lavoro o con la possibilita’ di lavorare nella sua industria. 

I fondi di investimento hanno un predominio su tutto incompatibile e da limitare con un rinnovato ritorno dello stato nell’economia, teso a semplificare le condizioni di lavoro per gli imprenditori, aumentare i salari dei dipendenti, tutelare le realta’ produttive virtuose e far rispettare le leggi, invogliando e rendendo appetibile per tutti, il lavoro.

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