Grillo apre la strada a Draghi, Di Battista no

Di Battista come un treno, No a Draghi

Grillo incontra i Big ed i vertici del 5 stelle ma ordina a tutti di “chiudere” i cellulari. Niente smartphone durante la riunione che avverrà prima delle consultazioni con il premier incaricato Mario Draghi. Al vertice sarà presente anche il premier uscente Giuseppe Conte. E la riunione, è stata l’indicazione di Grillo, è che la riunione sia in “strooming”: un modo per ironizzare sullo streaming che ha segnato la crescita del M5S. Ma i tempi sono cambiati, domani, 6 febbraio, i collegamenti saranno interrotti anche via telefonino.

Di Battista dice No a Draghi

“Ogni ora che passa, per quanto mi riguarda, si aggiungono ragioni su ragioni per dire NO a Draghi. Si dice: “non sarà un governo tecnico ma un governo politico”. Benissimo. Allora ragioniamo di politica….”. Così in un post l’ex deputato M5s Alessandro Di Battista che, dopo aver elencato una serie di questioni, dalle concessioni autostradali alla banca pubblica di investimenti, dal conflitto di interessi al sostegno alla sanità, scuola e beni pubblici, aggiunge; “Governo politico è una parola che non ha alcun senso in questo scenario. Cosa c’è di Politico nel governare con PD, LEU, Forza Italia, Più Europa, Centro Democratico e, probabilmente, Lega Nord? Ci sarà qualche “politico” dentro. Un numero, tra l’altro, decisamente inferiore a quel che si immaginano molti sostenitori del sì a Draghi. Ma di politico non vi sarà nulla”. Per Di Battista, “Draghi, nei primi mesi di luna di miele concessa da una pubblica opinione stremata da un anno di pandemia, si dedicherà al piano vaccinale e a mettere nero su bianco un Recovery gradito ai potentati che lo incensano. Nulla più. Poi, senza colpo ferire, si farà eleggere Presidente della Repubblica. D’altro canto non avrebbe mai accettato senza questa garanzia. A quel punto ci si renderà conto che il “governo dei migliori” come già viene definito, era solo l’inizio della restaurazione. Un film già visto. Opporsi a questo scenario è l’unica scelta, propriamente politica, che si possa fare”.

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