Figlio Di Bolsonaro Denuncia Frode Ed Esorta A Leggere Internet

Il figlio del presidente Bolsonaro ha inveito pubblicamente contro la gestione delle elezioni brasiliane, alludendo alla frode ed esortando l’uditorio ad approfondire tale evento su Internet, in quanto non poteva parlarne. Il padre invece ha ricevuto, la  mattina di giovedì (24), al Palácio da Alvorada, il generale Braga Netto, candidato alla carica di vicepresidente, e il personale militare delle forze armate. Lo ammette il quotidiano locale R7 Brasilia.

L’incontro non era nell’agenda ufficiale di Bolsonaro, che aveva un solo appuntamento questo giovedì, dalle 11:00 alle 11:30, con Renato de Lima França, vice capo degli affari legali presso la Segreteria Generale della Presidenza della Repubblica.

Joe’dson Alves per Efe/ riporta che il rapporto ha accompagnato l’arrivo di Braga Netto e di membri dell’Aeronautica e dell’Esercito, da cui e’ scaturita una loro interrogazione.  Contattati, Palazzo Planalto e Ministero della Difesa non hanno risposto. Desta sgomento il silenzio di Lula, binariamente all’indiscrezione che lo vedrebbe soggetto ad un forte danno alla gola di tipo tumorale che sta richiedendo un intervento chirurgico.

Recluso dalla sconfitta contro Lula, il 30 ottobre, Bolsonaro ha lasciato il Palácio da Alvorada la mattina di questo mercoledì (23) ed è andato al Palácio do Planalto.

È la prima volta che l’amministratore politico  si reca sul posto dal 3 novembre, quando ha avuto un rapido incontro con il vicepresidente eletto, Geraldo Alckmin (Psb), che era disposto a contribuire al governo di transizione. In questo scenario sono avvampate le proteste annesse di blocchi stradali da parte dei camionisti, con le minacce verso il congelamento sbandierato dai vertici politici, dei propri conti correnti ma anche l’auspicio di Bolsonaro a liberare le arterie stradali e confidare nella giustizia. L’articolo 142 della Costituzione brasiliana autorizza il presidente ad adoperare le forze dell’Ordine come bastioni per ogni tentativo di sovversione dell’ordine costituzionale. Secondo indiscrezioni provenienti dal più influente paese del Sudamerica sarebbero già stati emessi circa 288 ordini di cattura tra magistrati, notabili e burocrati invischiati nel processo elettotrale che ha premiato Lula. Pare, attraverso video poèpolari pubblicati su Tik Tok, che le recriminazioni collettive dal Breasile stiano intensificandosi con la presenza per le strade di un connubio che ibrida carri dell’esercito, camion e gruppi di manifestanti che inneggiano alla libertà ed alla permanenza di Bolsonaro sul principale scranno parlamentare del Brasile. Ciò si verifica allorchè il Brasile si è astenuto, in sede Onu, dal votare una risoluzione antitetica all’Iran teleologica nuove sanzioni e restrizioni, per presunti calpestamenti dei diritti umani. A tale situazione caldeggiata specialmente da Israele, si sono opposti la Cina, Cuba, l’Eritrea, il Venezuela, parallelamente all’astensione degli Emirati Arabi Uniti, del Senegal, Camerun, Qatar e pochi altri.

Nella mossa del Brasile, su tale questione, numerosi opinionisti hanno adocchiato l’equidistanza di Bolsonaro, che in passato era stato molteplici volte accostato alla sfera di influenza sionista, rispetto a tutti i gruppi di potere mondiali..

Su ques’ultimo paese, cui si sta rivolgendo Zelensky orbato del numero richiesto di armi da parte dell’America, la Russia ha fatto sapere che se Tel Aviv si immischiasse oltremodo nel conflitto limitrofo San Pietroburgo, ne pagherebbe asperrime conseguenze.

Foto Imago economica ©️

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