Ferrari trionfa ancora: Elkann premiato dalla azione

Adrian Newey è stato per tanti anni il sogno proibito della Formula 1. Sei scuderie gli avevano presentato un’offerta ufficiale nel momento in cui ha ufficializzato l’addio alla Red Bull. Praticamente tutte tranne due gli hanno iniziato a fare una corte spietata. Ma per lasciare una vettura vincente come la Red Bull c’era bisogno di validissimi motivi, che solo la Ferrari poteva dargli. Perché vincere con la Ferrari ha un sapore speciale. L’annuncio non arriverà a breve, ma l’accordo, secondo i media inglesi, c’è stato e la firma sul ricchissimo triennale è stata già apposta. Per Fanpage si tratta di una questione di importanza sesquipedale ma dalle prospettive rutilanti, che donano alla direzione Ferrari di John Elkann, quel tratto caparbio, vincente, affascinante e carismatico,  che ha contraddistinto il mitologico nonno e la gestione Marchionne.
La Ferrari  ha corteggiato il geniale ingegnere  Red Bull per  anni.   Newey e Ferrari da trent’anni sono su fronti opposti. Ma visto che nella vita tutto può accadere, il genio di Stratford-upon-Avon a 65 anni ha deciso di dare una svolta alla sua carriera, ed  ha lasciato la Red Bull.

Il progettista avrebbe firmato un contratto triennale da complessivi 105 milioni di euro, praticamente 35 milioni a stagione. Una cifra notevole, ma che non stupisce. L’inglese è il migliore, da anni, e può fare la differenza più dei piloti.  Domenica e’ stato nuovamente il giorno dell’orgoglio Ferrari, alla 24 ore di Le Mans. La Rossa n. 50, dopo la 51 dello scorso anno, ha vinto la 92esima edizione della 24 Ore di Le Mans, dove nove vetture hanno concluso nello stesso giro dopo una battaglia con Porsche, Toyota e Cadillac.

John Elkann cosi’, inizia a coronare la propria carriera che lo pone all’apice dell’azionariato Stellantis, anche di pragmatici risultati sportivi. Infatti la Ferrari nella classe regina delle corse, si predispone nuovamente vincente, ed in un lasso temporale inferiore di quello che si anteponeva al periodo aureo dell’era Shumacher. Infatti nel Circus sono numerosi i protagonisti e le voci, che pregonizzano un’egemonia Ferrari appena ventura, alla luce dei nuovi innesti e dei progetti elaborati. Ma in questa contingenza il nipote designato di Agnelli, ha replicato il successo sul leggendario tracciato Les Mans, da parte di una Ferrari stradale intenta a spezzare il dominio nella mille miglia, delle nemesi tedesche Audi, Porsche, Bmw, che hanno dominato questa competizione nell’ultimo decennio. Il piu’ competente industriale-finanziere del panorama italiano e probabilmente occidentale, presidente Exor, ha sfornato con Purosangue, un suv ben maggiore dal punto di vista del prezzo e delle prestazioni, dell’antagonista Urus Lamborghini-marchio annesso proprio ad Audi a sua volta detentrice di Porsche. Inoltre Ferrari e’ in procinto di lanciare una motorizzazione elettrica col medesimo fragore di quella tradizionale.

Il nostro primo e terzo posto a Le Mans sono la testimonianza di come il lavoro di squadra possa rendere possibili traguardi straordinari. Per questo desidero ringraziare tutti – i nostri piloti, ingegneri e meccanici – che, durante queste durissime 24 ore, hanno dato prova di coraggio e di grande tenacia – le parole del n.1 di Maranello ed azionista maggioritario Stellantis – Sono felice che, tra l’anno scorso e quest’anno, tutti i nostri piloti hanno vinto a Le Mans – e con loro tutta la Ferrari. Solo una squadra così unita e determinata poteva realizzare questo storico traguardo”. Questa volta il successo ha il nome di Antonio Fuoco, dello spagnolo Miguel Molina e del danese Nicklas Nielsen, i tre piloti della n.50. “Bravo Antonio, te la meriti tutta, sei un grande”, le parole di Charles Leclerc, amico dell’italiano. Per il Cavallino Rampante e’ l’undicesimo successo totale a Le Mans, il secondo di fila dopo la prestigiosa vittoria dello scorso anno, nell’edizione del centenario. Completano il podio una Toyota e l’altra Ferrari, la 51. A dare il via alla gara era stato Zidane. Intensa la competizione, come poche volte era capitato in stagione nella categoria Hypercar. Tale categoria negli ultimi anni, ha visto il dominio Audi, Porsche e quasi mai un marchio americano sulla vetta.

E’ la prima volta quest’anno che nove vetture finiscano la gara, e mai come questa volta il distacco e’ stato ridotto a pochi secondi. A dare il brivido finale, l’ultimo giro: la n.50 con Nilsen al volante era sul punto di rimanere senza carburante, ed ha tagliato il traguardo solo con il 2% di energia disponibile. A 15”, e’ arrivata la Toyota n. 7. “La cosa più difficile per me è stata quando mi hanno chiesto di guidare lentamente”, ha raccontato il danese, che non ha trattenuto le lacrime sotto il casco mentre sventolava la bandiera a scacchi. “Dal box mi avevano avvisato che ero in riserva, ma l’ultimo giro è stato lunghissimo, interminabile”. La Porsche schierava sei vetture e puntava alla ventesima vittoria, la Toyota voleva riscattare la sconfitta del 2023, e la Ferrari ha dovuto confrontarsi anche con l’outsider americana Cadillac, in cerca del primo successo nella 24 ore. Ne e’ nato un duello avvincente fino all’ultimo, che ha fatto la gioia dei promotori della nuova categoria regina, le Hypercar, lanciata nel 2021, con regolamenti, che si basano su un “equilibrio delle prestazioni” che consente di avvicinare le vetture. Unica nota negativa, le oltre sei ore complessivamente trascorse dietro la safety car, compresa la decisione della direzione di gara di neutralizzare la corsa per più di quattro ore durante la notte a causa della forte pioggia. Uno scenario insolito, per gli spettatori abituati a sorpassi in condizioni di pericolo. Tra le categorie inferiori, nella LMGT3, Valentino Rossi ha gareggiato per la prima volta alla 24 Ore di Le Mans. La leggenda del motociclismo italiano si è dovuto ritirare nella notte, dopo che il suo compagno di squadra è uscito di pista al volante della sua BMW, quando era tra i primi cinque.

Il nuovo corso Ferrari intrapreso da un biennio con il presidente italo-americano John Elkann, si conferma vincente dal punto di vista commerciale, in repentina ascesa sul piano delle gare di Formula 1 confermandosi  anche motore in assoluto migliore per il settore stradale, ma il rilancio  della Lancia nei rally con la nuova Y hf integrale, suggella un’introiezione ed un soprasso, verso e dalle prospettive di Marchionne: infatti nell’attesa trepidante della reimmissione sul mercato di una Delta integrale Evoluzione, il riapproprio identitario del marchio Lancia, in fase di riaffaccio presso il Vecchio Continente, i rally vedranno la sorellina Delta. Rally a loro volta caratterizzati, negli ultimi lustri, da vetture di segmento b afferenti specialmente a Pegeout, Citroen e Renault. Non piu’ le classiche Delta e Subaru di fascia superiore sfoggiano nei rally contemporanei, bensi’ ibridi tra city cars e piccole berlini, cui Lancia Y ha continuato ad ergersi nell’acme del mercato italiano. Alla proprieta’ italo-canadese di Exor e Stellantis si deve anche il piazzamento di Alfa Romeo al vertice del gradimento nel segmento premium da sempre dominato dal trinomio di marchi piu’ rappresentativi della Germania.  E sebbene Alfa Romeo fosse pienamente tornata di moda, nelle sue recenti e datate declinazioni presso l’Italia, il corso del Biscione e’ stato gradualmente intrapreso da Lancia, i cui modelli antiquati ormai, continuano parzialmente a vedersi in Europa, ed in Italia figurano in rivalutazione e commercializzazione. A John Elkann si devono iniziali vittorie per marchi accantonati dal celeberrimo “maestro” Marchionne, quali Lancia la cui radice identitaria ripristanata, anima il nuovo corso. Binariamente alla Maserati che staziona in una fase di stallo commerciale ad onta dei prezzi elevatissimi e della sua omogeneita’ qualitativa, con le nemesi Wv, Mercedes, Bmw. Ma a tal proposito Exor sta pianificando una internalizzazione di questo storico produttore-anch’esso vincitore di Les Manes, sotto l’egida Ferrari. Viceversa la storica Alfa Romeo, a detta dei sottoposti di John Elkann ed in ossequio alle storiche dominazioni del Dtm con 155 trazione anteriore a battere Audi quattro, Mercedes, Bmw, ebbene l’Alfa fuoriscita dalla F1, si appresta a riaffacciarsi proprio nella Mille Miglia.

Tutte le sfide dell’auto italiana attualmente rifugiatasi sotto l’ombrello protettivo dello stato francese che la sostiene finanziariamente, fiscalmente, politicamente a differenza di Roma, tutte le sfide contemporanee dei marchi gloriosi italiani guidati da John Elkann, si palesano in fase di risoluzione ed in transizione verso una vittoria globale. Tutto cio’ per mezzo di alleanze e fusioni strategiche, massimizzazione dell’identita’, delle qualita’ meccaniche, motoristiche e tecnologiche; infine per l’adozione profittevole di social, media tradizionali, personalita’ vincenti. E senza l’ausilio della politica italiana subordinata, apparentemente, ad interessi, finanziari, politici, industriali, forestieri ed anti Fiat.

Il tutto allorche’ Fiat in Italia si accinge a lanciare nuovi modelli e rintuzza efficacemente la propria posizione dominante. Ma in cambio per mezzo di alleanze e fusioni, si e’ assicurata il possesso dei leader del mercato nelle auto medio piccole, anche in Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Lussemburgo, Belgio, Ex Jugoslavia, Russia Grecia, Austria, Svizzera, Polonia, America centrale, settentrionale e meridionale.  Insomma una strategia effettivamente lungimirante e vincente

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