Il federalismo e’ una forma governativa mirabile ma che deve essere immune dalle storture che odiernamente l’accompagnano, in ogni parte del mondo in cui viene praticato.

Il buon management nel caso del federalismo, farebbe in modo da adempiere agli obblighi costituzionali di garantire a tutti, dei diritti che non devono essere appannaggio delle persone facoltose o di quelle con un adeguato tasso di istruzione e di liquidita’ finanziaria. Il federalismo fiscale su cui si dibatte di questi tempi in Italia, dovrebbe accompagnarsi ad una forma giuridica prescrittrice nell’ambito dei prodotti locali acquistabili. Perche’ apodittico e’ il fatto che la penuria di infrastrutture nelle lande piu’ disagiate dell’Italia, derivano anche dalla minore capacita’ di spesa di tali territori, dovuta al minore introito dall’iva a sua volta cagionato dalla penuria di aziende con sede fiscale in quelle lande apparentemente desolate. Siccome la stortura democratica relativa all’iva e binaria alla mancanza di infrastrutture nei posti meridionali d’Italia, consiste nel pagamento dell’Iva sui prodotti a favore delle sedi fiscali generalmente al nord, delle aziende che producono suddetti prodotti, lapalissiano e’ il dovere di bilanciare tale situazione svantaggiosa e iniqua in due modi: impedire la vendita di prodotti cui l’iva pagata sfocia nei posti piu’ ricchi e dotati di infrastrutture, o bilanciare le vendite di prodotti locali con iva pagata nei posti in cui si vendono, alle vendite di prodotti extralocali. L’alternativa, ben piu’ lunga e profittevole sarebbe dotare i posti meno agiati in Italia, di infrastrutture e servizi alla stregua di quelli settentrionali che usufruiscono dell’Iva pagata dai territori desolati o meno agiati. Ma quest’ultima ipotesi oltre ad essere lunga e’ estremamente dispendiosa e perigliosa, per i territori sedicenti produttori e che si scagliano contro l’obbligo di pagare l’Iva a favore dei territori meno agiati e scarsamente dotati di servizi e infrastrutture adeguati. Si evince ad ogni modo l’obbligatorieta’ manageriale di non aumentare le imposte per i territori produttori ma al contempo di imporre forme di protezionismo parziale territoriale a suffragare l’autoproduzione e le infrastrutture. Fermo restando che il federalismo e’ la migliore vestigia governativa non solo per l’Italia, ma per l’intera Europa.

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