Non c’e’ crisi ma un cambiamento deliberato del sistema economico. Lo afferma il finanzialista e professore di economia Valerio Malvezzi.

Le banche italiane sono sotto attacco dall’Europa; i requisiti patrimoniali prescritti dall’Europa per superare gli stress test ed operare nel mercato relativamente le banche territoriali, sono una castroneria con la quale hanno fatto il sacco dei piccoli istituti di credito settentrionali.

Npl sta per non permorfing loans; ossia i crediti deteriorati che corrispondono ai titoli tossici delle banche nel cui ambito bisogna interrogarsi sul motivo per cui il popolo non paga piu’ i debiti.

Il tutto urge dalla premessa secondo cui lo sviluppo italiano stoppato negli anni settanta, ha originato da politiche espansive, di stampo keinesiano, rispettose della spesa sociale.

Il mondo antecedente era imperniato sul sostegno alla poverta’ ed alla produzione; in seguito si e’ assecondata la scalata sorpassatrice della finanza, ovvero dei titoli cartieri, bond, derivati, sull’economia fisica, sullo sviluppo reale. A tal proposito si inquadra il sarcasmo di Margaret Tachter con cui replico’ alla domanda che mostrava l’Italia quarta potenza mondiale al posto di Inghilterra e Francia. La “lady di ferro” minimizzava il sorpasso italiano verso il suo paese e la Francia, che avrebbe culminato nel ‘2000, nel superamento italiano perfino sulla Germania; quest’ultimo fu bloccato con leggi capestro e speculazioni finanziarie operate da Soros e denunciate da Craxi. Comunque la Tachter definiva l’Italia un concorrente controllabile e battibile facilmente per mezzo del potere di bond, titoli finanziari e speculativi che vedevano Londra sempre all’apice del potere globale: insomma la ricchezza fisica italiana non impauriva i detentori della opulenza fittizia, che oggi e’ ben maggiore del pil fisico mondiale annuale, di ben dieci volte. Da qui si deduce l’opera di deindustrializzazione italiana architettata da Bruxelles, il controsorpasso in pil ai danni dell’Italia, da parte di Germania, Francia ed Inghilerra. Ed il presente di crisi irreversibile dell’apparato industriale italiano.

 

Oggi la crescita della produttivita’ e’ schizzata mentre quella del salario si e’ appiattita, il che significa impoverire la popolazione mediante trucchi finanziari abietti; sono tali schemi alla base del progetto di Europa che ha causato il depotenziamento della Banca d’Italia mediante la privatizzazione.

 

Le banche pubbliche sono costituzionalmente obbligate a garantire lo sviluppo, giacche’ hanno la prescrizone di acquistare i titoli di stato, oltre che a emettere moneta per fini inflattivi o deflattivi, ovvero far diminuire o aumentare i prezzi al dettaglio come argine al degrado finanziario ed alle crisi politiche. Cosi’ come utile, la statalizzazione bancaria, lo e’ per far rispettare le leggi ai fini della salvaguardia dell’ambiente e della pace, o semplicemente per la salvaguardia delle fasce deboli come del potenziamento di quelle forti.

Il socio di maggioranza di Win the bank, Malvezzi, svela come l’Europa sia un fantoccio scevro di unione politica, legislativa e militare; bensi’ l’Europa e’ un coacervo di stati che condividono una sola moneta e sottostanno alle imposizioni della Germania, sopratutto l’Italia. Germania che obbedisce alle regole plasmandole sulle proprie necessita’ con un sistema di leggi che l’Italia non dispone, ma si limita ad obbedire in tutto senza modificazioni come un vassallo quale di fatto e’.

La Grecia e’ l’icona odierna della dittatura finanziaria, con un tasso di mortalita’ infantile in ascesa fino a poco tempo fa, persone impossibilitate a prendere per un periodo, i soldi dal bancomat. Insomma la patria della civilta’ e della cultura odierna e’ stata pugnalata dalla figlia “Europa” con la deprivazione economica degli asset strategici e l’accusa di aver taroccato i bilanci per entrare in Europa. Si tace tuttavia sul fatto che la manipolazione dei bilanci greci all’epoca dell’ingresso in Europa, fu permesso dalla Goldman Sachs di cui Draghi era vicepresidente.

Berlino ha occupato finanziariamente la Grecia in occasione della crisi, come non era riuscita a fare militarmente sessanta anni fa. Ora la finanziarizzazione del mondo tende al superamento del contante per controllare la societa’, non per migliorarla. E lo fa con la complicita’ di un’informazione asservita, i cui editori sono anche banchieri e quindi manipolano le menti e le conoscenze a proprio favore.

Evadere sara’ quasi impossibile, pertanto, ai cittadini oberati dalla finanza assolutistica che imporra’ i propri principi autorefernziali e dittatoriali, e la vita peggiorera’.

Il 40% dell’Europa e’ povera e la finanza se ne disinteressa in modo inversamente proporzionale alla corruzione che opera presso la politica, che si schiera sempre in difesa della finanza anziche’ dei poveri.

La Grecia non e’ stata aiutata, a differenza delle banche d’affari che con il fallimento ellenico avrebbero avuto ingenti perdite; sono esse banche speculative non banche produttive e vogliono fagocitare le banche di credito cooperativo che producono ricchezza materiale all’interno dei territori in cui stazionano. Viceversa le banche commerciali con i loro fondi di investimento, governano la globalizzazione investendo nei territori meno agiati, con i costi piu’ bassi ed i guadagni maggiori: e lo fanno tendenzialmente con i fondi dei conti correnti dei territori piu’ agiati come l’Italia, che vedono sempre meno investimenti, occupazione e sviluppo al loro interno.

Bisogna tornare all’economia delle persone ed all’intervento statale nella creazione di lavoro; bisogna togliere la norma del pareggio di bilancio dalla costituzione per scongiurare la schiavitu’ finanziaria individuale. Sono affermazioni di Alberto Micalizzi, finanziere, condivise da Guido Gross, manager bancario e il medesimo Valerio Malvezzi.

Lo spread e’ alimentato dal panico che viene diffuso per il pericolo di fallimento di uno stato. Tutti dunque svendono mentre qualcuno si arricchisce acquistando; eppure gli npl (non permorming loans) non venivano acquistati da nessuno, giacche’ chi li ha inventati non voleva perderci.

I cpl sono delle riassicurazioni finanziarie per gli investitori che perderebbero soldi in caso di default. Ma gli stessi investitori che hanno pompato artificialmente lo spread dell’Italia sanno che il default e’ inarrivabile per cui non hanno puntato altri soldi in npl irrealizzabili.

Oggi il mondo bancario tende verso l’oligopolio a causa delle prescrizioni dell’alta finanza che ha intimato alle banche di essere societa’ per azioni con otto miliardi di portafoglio, pena l’estinzione. Il saccheggio delle banche popolari e’ stato cosi’ avviato con l’inglobamento verso grandi banche. Prima delle crisi in Italia vi erano mille banche, in seguito seicento ed ora molto meno.

Le grandi banche italiane sono detenute in maggioranza da fondi stranieri con la conseguente morsa creditizia verso le imprese microscopiche anche se sane: sono queste ultime, fino a 10/15 dipendenti a comporre il tessuto produttivo italico ed a rimborsare i prestiti; ve ne sono quattro milioni e mezzo e soffriranno sempre piu’ con l’oligopolio finanziario e produttivo che si va componendo per intenti politici.

Cosi’ come il pensiero unico dominante che si proclama in modo subliminale, l’oligopolio finanziario e produttivo viene spacciato come utile al cittadino omettendo quanto sia il contrario.

Le banche italiane soffrono solo se piccole o piccolissime.

Le banche hanno aiutato lo stato a comprare i titoli con cui venivano erogati stipendi e servizi durante gli anni della crisi, pena il fallimento, a differenza dei tedeschi e francesi che in barba alle regole hanno dato soldi alle banche, in quanto forti dei patti pro euro sottoscritti anche dall’Italia. Cosi’ l’Italia bancara si e’ trovata nella condizione di non poterlo fare a causa dell’euro ed ora non presta soldi ai micro imprenditori alla luce dei crediti che vanta verso lo stato.

I criteri di valutazione degli istituti di credito sani, sono surrettizi se si sapesse tutti, che la Deutche Bank detiene titoli tossici equivalenti al 12% del pil europeo, e le banche francesi poco meno. Dunque la bce e’ strabica e l’informazione non imparziale, dal momento che si credono inaffidabili istituti bancari con quote risibili di titoli tossici.

Il fondo salva stati gia’ in essere perche’ costituito, fa pagare le vittime di fallimento fino all’ultimo soldo di recupero, quindi e’ come se tale fondo fosse fittizio.

La crisi ha originato da un cambio di modello della produzione e delle regole per cui si e’ rivelata una crisi di produzione e non di finanza. La finanza da parte sua, potrebbe risolvere immantinente la crisi di produzione, se soggiacesse al primato della politica, della filosofia e dell’etica; cosi’ come e’ accaduto nella storia umana.

Oggi il neoliberismo pronuove l’oligarchia ed il pensiero unico, ma sopratutto il primato dell’opulenza e della finanza, sull’etica, sulla cultura. Bisognerebbe dunque ripartire da una effettiva distribuzione di ricchezza verso le fascie deboli, in previsione di un rinascimento mondiale inesorabile.

Urge ora ripristinare certi parametri di sovranita’ monetaria, a causa del valore dell’euro troppo alto per l’economia italiana, che si e’ vista dimezzare il potere economico. Processo graduale e di la’ da venire, questo della sovranita’ monetaria verterebbe sulla rinegoziazione del valore dell’euro, come media tra le principali valute europee, mirata a non decapitare il potere d’acquisto di nessun popolo.

Infine e’ necessaria una suddivisione tra banche d’affari e banche pubbliche, con le prime che devono operare per lo piu’ in borsa e non essere salvate dagli stati, a differenza delle banche pubbliche o delle banche private sociali. Cosi’ i meccanismi di bail in e bail out sarebbero superati; oggi invece significano che, se una banca fallisce pagano rispettivamente i correntisti, o lo stato. Infine l’introduzione di banche pubbliche come tutt’ora presenti in Francia e Germania, risulterebbe salvifico per l’Italia. Almeno di una grande banca pubblica a garanzia delle aziende e delle professionalita’.

Oggi la ricetta anticrisi risiede in una palingenesi del sistema economico, che sia inflattivo in antitesi a quello deflattivo dell’austerita’, il quale anziche’ diminuirlo, ha ampiamente aumentato il debito pubblico. Ragion per cui e’ un sistema scellerato, erroneo.

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