La principale iattura che avvolge il mondo sul piano politico e finanziario, si esplicita attraverso l’imposizione della stretta osservanza delle regole, verso le popolazioni indigenti, specialmente quelle mediterranee. È dalla capitale dell’ex Regno delle due Sicilie però, che si verificano comportamenti diffusi incardinati sulla tolleranza verso il prossimo: vuoi nei parcheggi introvabili per penuria di infrastrutture. O semplicemente nell’accettazione dei transessuali come la tradizione partenopea prescrive. I transessuali venivano chiamati “femminielli” e venerati come sacri, giacchè connubio perfetto di sensibilità femminile e forza virile.

E dovrebbe ripartire proprio dalla capitale più depauperata della storia moderna, ovvero Napoli, una rinnovata cultura della tolleranza e del diritto mite tra i popoli oberati dalla finanza e povertà; popoli guarda caso tutti mediterranei, soggiogati al rango di colonie e serbatoi di manodopera a basso prezzo.

Mentre nel mondo progredito economicamente ai danni dei popoli mediterranei, si enfatizza il rispetto di tutti verso le regole, un neo rinascimento sociale, economico e civico, è partito e andrebbe supportato, nei paesi caldi, plasmati sui disservizi e la mancanza indotta di infrastrutture per lo sviluppo economico, da parte dei paesi nordici ed occidentali.

Allorchè i paesi più ricchi si stanno danneggiando con l’austerità e l’obbedienza acritica verso istanze autolesioniste, va affermato quanto nella storia, la opulenza è sempre stata nelle mani dei pacifici, e tolleranti, paesi mediterranei o sud equatoriali. Finchè dalla seconda metà del diciannovesimo secolo, il saccheggio ai danni mediterranei fatto dai paesi nordici, ha invertito la situazione. Questo è l’unico motivo per cui sul piano manageriale va esortata ed attuata un’alleanza monetaria e politica mediterranea, per rintuzzare la tirannide finanziaria nordista, e scongiurare un ipotetico nuovo conflitto bellico, ma su scala mondiale.

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