Non solo la dottoressa De Mari bensi’ molteplici scienziati e medici indipendenti affermano i problemi psicofisici collettivi causati dai ritmi e la mentalita’ imposti dal sistema iperliberista in cui giace la societa’ contemporanea. All’epoca delle guerre mondiali le persone che vi erano legate in modo diretto ed indiretto erano disperate anziche’ affette da depressione come oggi. La disperazione differisce dalla depressione nel dettaglio che non lede la vitalita’ ne’ risucchia le energie fino allo sfinimento ed alla perdita della vita: tali ultime peculiarita’ sono date dalla sindrome depressiva che figura come “malattia del secolo”. 

L’uomo odierno e’ bombardato da iperstimolazione mediatica, informativa, professionale, sociale, che ne inficia le energie a causa delle basse vibrazioni che vi porta; cosi’ l’ansia, i timori, la difficolta’ di curare i famigliari stretti dedicandogli del tempo generalmente, comportano un circolo vizioso che precipita in tristezza e depressione. Cosi’ le difficolta’ di coniugare in maniera equilibrata gli affetti, la socialita’, l’amore, i figli, i guadagni sempre piu’ difficili ed il lavoro, sfociano in insoddisfazione. Inoltre la secolarizzazione della societa’, la spinta all’omologazione, lo sgretolamento dei valori tradizionali e la genuflessione verso i dogmi neoliberisti, enfatizza la dispersione di energie e serenita’. Ancora gli obblighi verso l’ottemperamento di sempre maggiori mansioni e la burocrazia imperante, risucchiano ed impossibilitano tempo e opportunita’ di guadagno indipendente.

Le persone sono sempre piu’ anodine, trafelate e tristi, proprio a causa del sistema degradato che monopolizza finanza, multinazionali, religione, politica, plasmandole a proprio vantaggio e rendendo la vita delle persone sempre piu’ difficile e faticosa: la psicologia e’ solo un palliativo ma il sistema iperliberistico e’ il canchero che produce devianza sociale e malattie psicofisiche.

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