Il fatto che il mondo della comunicazione di massa sia divenuto progressivamente consociativo, causa un danno collettivo superiore a quanto accaduto manipolando i dati degli iscritti britannici a Facebook, con cui si è conseguita, a detta di molti allora, l’uscita dell’Inghilterra dall’unione europea. Va affermata questa apodittica verità in relazione alla mancanza effettiva di mezzi di diffusione a favore dell’eterogeneità dei prodotti, non solo inerenti alla comunicazione di massa.

Omettendo ogni intento autoreferenziale sul sistema giornalistico ed autoriale a cui apartengo, resta managerialmente inconcepibile la scelta globalizzata, di decimare fino all’esaurimento, il mondo produttivo diverso da quello che rappresenta la direzione più seguita dal mercato.

Non solo nel mondo del giornalismo, allorchè si affronta la narrazione della guerra, si racconta solo la parte meno cruenta e pertanto congeniale al vincitore ed all’oppositore, bensì nel contesto della distribuzione di massa modello Amazon. Vengono recisi i ganci che manterrebbero attaccati gli esercenti minori; i quali per antidemocratica inferiorità di risorse commerciali, soccombono rispetto alla faciltà e comodità con cui tali giganti economici ottimizzano la distribuzione, fidelizzando la clientela.

Ecco che il fulcro del giornalismo come della produzione e distribuzione industriale, viene diretto da conglomerati finanziari che penalizzano la libera concorrenza, cosicchè fagocitano in maniera antidemocratica il mercato. Pertanto il mondo diventa monodirezionale e limitato; con le conseguenti stagnazioni economiche, e conoscitive-allorchè si pensa che gli editori sono per lo più affaristi e quindi non imparziali-.

Sul versante manageriale occorrerebbe pertanto, una mossa che renda pubblici, perchè accessibile con poco a tutti, i sistemi di distribuzione delle merci, i quali dettano anche la produzione e la commercializzazione di dette merci; a salvaguardia del pluralismo. 

In alternativa al pluralismo dell’informazione e della produzione, volano economico e di qualità, le congiunture mondiali si avviteranno su se stesse, fino a fomentare un’ennesima, inutile, guerra di sopravvivenza, che dopo rincomporrà uno scenario analogo o identico a quello anti umano ed antidemocratico, che impera dalla fine degli anni settanta, sul mondo intero.

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