Di Pippo Trio, Citynews

LA FARSA BLUFF DELLO STADIO A BAGNOLI È L’ALIBI PERFETTO PER DE LAURENTIIS PER DARE LA COLPA AL COMUNE IN CASO PONESSE IL VETO, E A TAL PROPOSITO OTTENERE LO STADIO MARADONA GRATIS

Posto che a Bagnoli dopo 40 anni di tentativi di bonifica, di progetti mega galattici in ottica turistica, di molteplici interessi a metterci le mani sopra per spartirsi la succulenta torta, comprese le mani sporche della mala, l’ipotesi stadio e centro sportivo è quella più insulsa e demenziale, per svariati motivi, a cominciare da quella che la splendida Bagnoli dopo essere stata tartassata da vari inquinamenti ambientali, degrado urbano e resa lo squallore che noi tutti conosciamo, di tutto ha bisogno meno che uno stadio a pochi chilometri da un altro stadio. Inoltre, Bagnoli per una struttura imponente come uno stadio, e quindi con il passaggio settimanale di decine di migliaia di persone che dovranno raggiungerla, si trova in una sorta di vicolo cieco, in quanto la località sarebbe raggiungibile solo in pochi versi dalla città, perché in gran parte circondata dal mare. Bagnoli e i suoi abitanti, hanno finalmente il diritto di vedere riqualificato quel territorio, e non dato in pasto ad orde di tifosi di calcio con tutte le problematiche urbane del caso. Sarebbe già più credibile un progetto turistico residenziale, diventerebbe un altro sicuro polo di attrazione per rivalutare tutta la zona flegrea, il golfo di Pozzuoli, l’isola di Nisida e quindi anche del versante nord della collina di Posillipo che affaccia su Coroglio, e immaginatevi che disastro paesaggistico sarebbe guardare dall’alto di Posillipo a Via Manzoni a due stadi così imponenti e vicini oltre che inutili mostri di ferro e cemento. Detto questo e per non più ironizzare sull’ennesima boutade di questo personaggio bizzarro di De Laurentiis, è anche chiaro e presumibile che la sua improvvisa sparata dello stadio a Bagnoli per la sua estemporaneità è stata buttata lì giusto per fare rumore e sparigliare le carte sul tavolo da gioco che lo vede coinvolto con il Comune di Napoli per ottenere una o più strutture sportive sul territorio al massimo dell’agevolazione possibile. Un vero imprenditore, credibile e concreto non si sognerebbe mai di sparare ogni giorno un progetto diverso. Nel mondo dell’impresa chi ha le idee chiare su progetti e investimenti, li persegue e fa di tutto per realizzarli, non è che sta lì a spararla più grossa possibile solo per impressionare e illudere la gente oltre che se stesso. Ammesso pure che le intenzioni di investire a Bagnoli fossero serie, è una follia pensare ad uno stadio per riqualificare quella zona depressa da mezzo secolo, e per tutti i motivi già elencati. Inoltre sarebbe anche utopico che il tempo di realizzazione sarebbe di 3 anni riuscendo contemporaneamente a bonificare e costruire stadio, centro sportivo e creare le infrastrutture a rendere tutto ciò fruibile. Questo è per fare un discorso serio e realistico altrimenti passeremmo anche noi per i disfattisti buoni solo a criminalizzare o ridicolizzare questi personaggi che costruiscono la loro popolarità proprio sul dissenso alle loro proposte apparentemente visionarie, ma in realtà utilizzate solo allo scopo di fare notizia e ottenere il consenso degli illusi. Inoltre, conoscendo il personaggio De Laurentiis da ormai un ventennio di calcio Napoli, come potrebbe essere credibile un personaggio del genere che non ha mai investito un solo euro nonostante la disponibilità di sindaci e comuni di tutta la provincia napoletana e casertana, per costruire un centro sportivo proprio. Come può essere credibile chi a malapena e con grossi ritardi paga la cifra irrisoria dovuta al canone agevolato della convenzione comunale per ottenere l’utilizzo dello stadio quasi in esclusiva e con grandissimi vantaggi sullo sfruttamento pubblicitario e sulle ristrutturazioni sempre ed esclusivamente a carico delle istituzioni? Che credibilità può avere un personaggio che non è disposto neanche a riconoscere poche migliaia di euro per l’utilizzo straordinario di vigili, polizia e trasporti in occasione dei suoi eventi sportivi ad incassi milionari. Quindi, di cosa vogliamo parlare ancora? Non è altamente più probabile e credibile che la solita sparata presidenziale possa essere quella di chi chiede mille per ottenere 100? Chiaramente lui cavalcherà populisticamente questa ipotesi fantasiosa con l’aiuto del settore giornalismo sportivo locale da sempre suo ideale strumento di propaganda, per ovvi motivi di opportunismo. Parliamoci chiaro, alla luce di tutti gli aspetti illustrati, è ragionevolmente più plausibile che la strategia del clamore delle proposte mega galattiche di De Laurentiis sono volte ad ottenere a zero visto quello che già gli è stato offerto con concessioni agevolate, e il modo per ottenere tutto questo è far apparire le istituzioni come gli ostacoli al progresso e avere l’alibi per non doversi impegnare ad investire. Una sorta di ricatto morale agitando lo spauracchio di costruire lo stadio altrove e far apparire il Maradona inutile che ricadrebbe sui costi del Comune. In realtà e per assurdo lo stadio, pur essendo la naturale struttura per gli eventi di calcio, ad oggi con quello che ricava dal calcio rispetto a quello che ricava con i concerti di musica od altri eventi, introiterebbe sicuramente molto di più senza il calcio. Lo scorso anno due soli concerti dei Coldplay sono fruttati al Comune ben 800 mila euro cash , che sono pressoché la stessa cifra che paga il NAPOLI e De Laurentiis per l’utilizzo annuale dello stadio. Praticamente se il Comune destinasse lo stadio solo ai concerti di musica, incasserebbe dieci volte in più di quanto incassa dal Napoli e lo stadio non sarebbe più una voce negativa nel bilancio dell’ente cittadino, e non graverebbe ulteriormente sulle tasse ed i contributi dei cittadini. Bisognerebbe cominciare a valutare la possibilità di sfrattare De Laurentiis dal Maradona a meno che non paghi il giusto corrispettivo per una struttura che gli consente di fatturare centinaia di milioni di euro. Ma poi, tornando alle sue mega proposte, vi sembra davvero credibile che dopo 20 anni di incassi De Laurentiis investa a 74 anni, 200 milioni minimo con un Napoli in netto calo sia sportivo che economico? Vi sembra mai possibile andare  a perdere 70 milioni se non ci si qualifichi in Champions, quindi di conseguenza altri 100 milioni persi per non qualificarsi al mondiale per club e De Laurentiis si mangia i guadagni di una vita per lasciare a 80 anni, lo stadio ed il centro sportivo aI napoletani? E andiamo, siamo seri!….

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