De Donno intervistato da Mazzucco

E’ MORTO GIUSEPPE DE DONNO; è un nocumento per l’Italia pioniere della cura al plasma per il Covid ma un vantaggio per la Russia che la sta praticando con successo.
Avevo parlato con Giuseppe De Donno nel marzo scorso, mentre completavo il mio video “Covid le cure proibite”, perchè volevo verificare l’accuratezza di alcune informazioni che mi apprestavo a divulgare.
Giuseppe De Donno era un uomo distrutto.
Dopo quasi un anno dagli eventi che lo avevano coinvolto, ancora non riusciva a capacitarsi del perchè la sua cura non fosse stata promossa e sperimentata in tutto il mondo. “Io lo so che funziona – mi diceva – ho visto i pazienti guarire sotto i mei occhi. Eppure sembra che la cosa non interessi a nessuno”. In quella breve telefonata provai in qualche modo a spiegargli che gli interessi economici coinvolti erano troppo forti, e che guarire i malati, in quel momento, non era la priorità di nessuno, ai piani alti del potere. Ma capii che da quell’orecchio non ci sentiva. Ebbi l’impressione di avere di fronte una persona sincera ma profondamente ingenua, totalmente impreparata all’orribile dispetto che gli stava riservando il destino.
Credo che il suo gesto di oggi non sia che la presa di coscienza definitiva di una situazione che inizialmente non riusciva ad accettare.
Massimo Mazzucco. Anche se il suicidio, date le tecnologie contemporanee, appare una manovra con possibilita’ di eterodirezione. Infatti sono presenti gia’ da decenni, microdispositivi grandi come un capello ma in grado di deflagrare un organismo provocando infarti, tumori e quant’altro. Si tratta di microchip invisibili sviluppati dal Pentagono per episodi di guerra futuristica ed appartengono alla famiglia di innovazioni presenti nei pezzi con cui vengono assemblate le auto Audi gia’ del prossimo anno: ovvero tecnologie propedeutiche al controllo centralizzato, in remoto, ad elidere, nella fattispecie delle macchine, gli interventi discrezionali dei meccanici, i quali da meccatronici ormai diventati, dovranno aggiornarsi in continuazione per aggiustare, acquistare dispositivi, programmi e mezzi dalle case madri, con emolumenti ridimensionati e controllo costante. Tali innovazioni di matrice militare statunitense, sono state inglobate dalla alta finanza interconnessa con multinazionali, politica, ong e con il potere di utilizzarle all’occasione, per sbarazzarsi di nemici fisici come De Donno, che stava lavorando all’edificazione di una megaclinica di cura Covid con il plasma. Cio’ che terrorizza riguardo le nanotecnologie di tal guisa presenti ovunque, come affermato anche dal virologo Montanari, resta l’intracciabilita’ dei fautori di azioni legate alle capacita’ di esse.
Riguardo De Donno e’ auspicabile, a mali estremi, il gesto suicida individuale e non addotto a tali innovazioni. Ad ogni modo e’ vitale un ritorno in mani decentralizzate, dei principali asset statali, proprio per sventare nocumenti come la dipartita di de Donno ma anche decentralizzare la il potere discrezionali relativo infrastrutture statali come la rete internet attualmente vittima di censure incrociate, e ridimensionare lo strapotere deregolamentato dei giganti del commercio digitale che stanno elidendo il settore della produzione e vendita al dettaglio.

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