Di Pippo Trio

L’ARRIVO DI CONTE SPACCA ULTERIORMENTE IL TIFO AZZURRO, GIÀ DIVISO SU DE LAURENTIIS.
C’È UN’ANIMA ANTIJUVENTINA PIÙ INTEGRALISTA CHE NON IMPAZZISCE DI GIOIA PER LA SCELTA, L’ALTRA CHE PUR DI AVERE UN TECNICO ALL’ALTEZZA DELLE ASPETTATIVE, SE LA RIMANGIA CLAMOROSAMENTE!
IN FUTURO BISOGNEREBBE EVITARE
LA CRIMINALIZZAZIONE DI TECNICI E CALCIATORI, PROFESSIONISTI DA RISPETTARE QUANDO CAMBIANO SQUADRA, E LASCIARE CHE LA RIVALITÀ SPORTIVA SI LIMITI SOLO ED ESCLUSIVAMENTE AL PROPRIO SENTIMENTO DI APPARTENENZA!

di Pippo Trio

In un calcio ideale bisognerebbe che si abolisse definitivamente il tifo contro, altrimenti è come essere contro se stessi di tifare per la propria squadra del cuore, per quella che si simpatizza o più si ammira, che deve essere come è sempre stato un diritto sacrosanto per ognuno, che non dovrebbe mai, in nessun caso, essere criminalizzato, soprattutto allo scoop di evitare distorsioni che poi sfociano inevitabilmente in violenze verbali e spesso anche fisiche verso le fazioni avverse. Lo sport è lealtà per antonomasia, la competizione in campo deve solo giustificare il tifo a favore per i propri colori e accettare che anche le fazioni rivali possano esercitare quel diritto senza alcun tipo di inibizione. Nessuno chiede di essere gemellati, perché anche quella è una distorsione dovuta all’alleanza di due o più tifoserie contro altre, ma ci si dovrebbe rispettare tutti e godersi ognuno l’amore e la passione per i propri colori. Come spesso dicono i tifosi ultra, “SOLO LA MAGLIA”, e allora che solo la maglia sia, senza eccessive personalizzazioni, criminalizzazioni e soprattutto senza odio che possa travalicare la rivalità sportiva.
Ci rendiamo conto che è solo un bel discorso, oggi più di ieri, gli ideali muoiono in un giorno, si privilegia sempre la propria convenienza a seconda del caso e del momento e allora nel tifo succede che un calciatore come Altafini o Higuain passano da veri e propri idoli a traditori mercenari quando passano all’antica rivale della Juventus, che per carità, nei limiti della civiltà potrebbe anche essere accettato questo sano risentimento, che però non dovrebbe mai essere estremizzato, perché poi capita che dalla Juventus passano al Napoli e da simboli odiati e crinalizzatj arrivati al Napoli diventano eroi. Diciamoci la verità, è un comportamento po’ stupido, inoltre sarebbe anche da evitare l’eccessiva importanza che si da ad una rivale piuttosto che ad un’ altra. Possiamo capire che possa essere più sentita la rivalità verso un top club perché diventa simbolo della squadra da battere, ma non si dovrebbe mai esagerare anche per non cadere in questa ossessività fondamentalista il più delle volte anche provinciale verso le squadre del nord. Anche perché al di là di stupide scaramucce sulla discriminazione territoriale, non crediamo affatto che in questi top club vi sia particolare attenzione dedicata ad un club piuttosto che a un altro.
Per loro è solo importante vincere, e dovrebbe essere importante per tutti, ma perché vincere è l’essenza dello sport finché la lealtà e il rispetto sportivo venga esercitato sia verso i vincitori che i vinti. Ma purtroppo il tifo contro è ancora troppo esercitato, a tal punto che addirittura tra tifosi della stessa fazione vi sono correnti diverse di pensiero che sfociano spesso nella mancanza di rispetto degli uni verso gli altri, per mancanza di un confronto sano di opinioni solo ed esclusivamente per favorire il bene comune. Adesso con l’arrivo di Conte a Napoli dopo la divisione interna su De Laurentiis si pone quella della juventinità genetica di un allenatore che pubblicamente, forse sbagliando a sua volta in quanto professionista che si è dichiarato juventino a vita, poi capita di cambiare squadra e colori e come per magia scompare tutta la juventinità per andare all’Inter o in questo al Napoli.

Un professionista deve essere più laico nella comunicazione, nessuno deve impedire a chiunque di avere un amore sportivo ed una squadra del cuore, ed è giusto che anche per Conte sia così; però per un professionista dovrebbe rimanere un fatto privato, intimo perché poi la comunicazione inutile di questo sentimento d’appartenenza in buonissima fede verrà in seguito strumentalizzato, manipolato ai limiti dell’istigazione della violenza sia verbale che fisica. La cosiddetta maglia la devono baciare i tifosi che non cambieranno mai colore, non i professionisti. Poi Conte come altri quando smetteranno di girovagare per club e squadre, saranno liberi di rivelare i propri sentimenti sportivi, altrimenti in carriera dovranno rimangiarseli di volta in volta baciando maglie diverse per ogni squadra che si allena. Questo vale anche per calciatori, dirigenti ed addetti ai lavori. Ma ancor di più vale per i tifosi quando idealizzano una rivalità verso gli odiati avversari arrivando ad odiarne anche i protagonisti, e poi doversi rimangiare tutto quando questi da rivali indosseranno i propri colori. In definitiva l’atteggiamento giusto è sempre il rispetto anche dei rivali, che non significa gemellaggio ma solo il riconoscimento ed il diritto di ognuno di tenere per la propria squadra, i propri calciatori finché questi vestono i propri colori, per professionismo e non per altro. Senza inutili cambiamenti di giudizi quando questi passano da un club all’altro, altrimenti poi ci si rende anche ridicoli e meno credibili a dimostrare questo sentimento d’appartenenza puro, da vero tifoso contro tutti, quando poi si rinnega. Conte non è l’allenatore che noi di Cityweek non preferiamo, ma non per la sua juventinità genetica, bensi’ solo per i nostri gusti, cosi’ avremmo preferito altri: ad ogni modo resta nel suo genere un allenatore molto bravo ed importante su cui si può contare per soddisfare le aspettative di un club ambizioso e così amato, quindi lo accogliamo sicuramente con grande rispetto e curiosità sia per gli aspetti tecnici che di compatibilità con presidente, calciatori ed ambiente. Speriamo solo che se malauguratamente le cose non dovessero andare per il meglio, non torni a bomba quella stupida anti juventinità da utilizzare solo per criticarlo, perché poi se dovesse fare bene e vincere, tutti saliranno sul suo carro dimenticando integralismi e fondamentalismi anti juventini, come in tanti già alla presentazione hanno facilmente abbandonato. E allora non sarebbe meglio in futuro eliminare queste ossessioni fondamentaliste contro gli antichi rivali?

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