Pietro Ratto descrive brevemente LA FAMIGLIA HAHN-ELKANN e LA FAMIGLIA WORMS propedeutiche alla comprensione degli Elkann.

Gli Hahn sono un’antica famiglia ebraica di rabbini e banchieri, originaria di Francoforte. Il loro capostipite Hane (Elkan) zur roten Rose ha dato il via alla dinastia sposando Fogele Worms, figlia del Rabbino Meier Worms zur roten Rose. I Worms, dall’omonima città a circa sessanta chilometri da Francoforte, sono un’altra importante ed antica stirpe di banchieri e rabbini. Hyppolite Worms (1801-1877), agente di commercio all’ingrosso, aprì un ufficio a Parigi nel 1841 e, dalla metà dell’Ottocento, cominciò ad importare carbone dall’Inghilterra alla Francia, riuscendo a diventare presto un punto di riferimento internazionale nel commercio di materie prime. Il nipote, omonimo, nel 1928 fondò la banca di famiglia, Worms & Cie.

Quanto agli Hahn, uno degli elementi di spicco fu Louis Albert Hahn (1889-1968) celebre economista e banchiere che dalla sua famiglia di origine ereditò la passione per le operazioni finanziarie e per l’economia. Durante il nazismo la sua famiglia fu privata della propria banca, la Deutsche Effecten- und Wechsel-Bank, al contrario di ciò che accadde a Hyppolite Worms, rimasto saldamente in possesso della sua banca e, dopo il 1945, accusato di collaborazionismo col regime di Vichy nonostante fosse ebreo. La Worms & Cie, infatti, cominciò a decadere anche a causa di queste accuse. Nel 1981 la Worms venne nazionalizzata da Mitterand e successivamente, una volta ri-privatizzata, subì una serie di opa fino a finire nelle mani degli Agnelli, che nel 2007 ne hanno acquisito la maggioranza delle azioni, Dal 2005 si chiama Sequana Capital. (La famiglia Worms detiene comunque la rimanenza del pacchetto azionario). Presidente della Sequana è Tiberto Brandolini d’Adda, esponente della nobile famiglia italiana imparentata con gli Agnelli dal 1947 e con i Rothschild dal 1987.

Quanto agli Hahn, la loro banca si chiama oggi DEWB ed è un colosso finanziario quotato in borsa, con sede a Jena; nel CdA siedono anche i Warburg.

Tale suddetta premessa serve a comprendere la reale identita’ e connotazione degli Elkann, la loro effettiva parentela con gli Agnelli e le cagioni che hanno portato il possesso della Fiat da parte di tale antica stirpe. Ma la motivazione che ha defenestrato dal cuore del ramo aziendale del macrocosmo Fiat/Fca gli esponenti Agnelli, e’ deducibile dalla presa di potere dell’oligarchia Rothschild-Elkann, sulla cassaforte degli Asset Agnelli, Ferrari compresa, a detrimento dei figli di secondo letto della figlia di Gianni Agnelli, ex moglie di Alain Elkann, emarginata e misconosciuta, dai suoi stessi figli in quanto rea di voler piazzare all’interno di Exor Fca o volergli dare parte dell’eredita’ di Agnelli, i suoi altri figli. Sono innumerevoli tra l’altro i documenti per lo piu’ occultati presso i media indipendenti, che dimostrano che la maggioranza dei principali capitani d’industria al mondo siano ebrei di origine e confessione religiosa. Allorche’ si allude alla dipartita del primogenito di Gianni Agnelli e di Umberto Agnelli, eredi designati e predestinati della multinazionale di famiglia, si trovano pletore di documenti a razionalizzare in modo convincente queste morti con una narrazione diametralmente opposta a quella ufficiale. Il fatto che Bill Gates, definito da crescenti fonti americane come un Rockfeller illeggittimo, possegga quote azionarie Fca ed abbia ospitato John e Lapo Elkann presso Microsoft in tempi non sospetti, contribuisce ad arricchire un quadro bislacco ma coerente con tutte le mosse finanziarie sioniste tese ad acquisire il controllo diretto o indiretto delle multinazionali pubbliche e private anche italiane. E se a cio’ si aggiunge la quasi completa dismissione Fiat da parte di Agnelli e soci all’inizio degli anni’ duemila per investire sul web e sui social, unire i fili diventa fisiologico.

Oggi l’imperativo categorico per l’Italia innanzitutto, consiste nel ritorno statale dentro i gangli della grande industria, della finanza e delle infrastrutture, al fine di difendere gli interessi nazionali dalle mire privatistiche dei conglomerati plutocratici come quelli capeggiati da Elkann-Rothschild, i quali debbono coniugarsi senza limitarli o smantellarli, con i beni strategici nazionali.

E per rendere equilibrato il rapporto tra stati e oligarchie finanziarie diventa ineludibile l’innesto di una moneta credito al posto della moneta debito, che sostenga multinazionali quali Fiat/Exor, senza indebolire la proprieta’ e la comunita’. Binariamente a cio’ una detenzione statale di quote azionarie delle societa’ private che mantengono la proprieta’ e l’azionariato di beni statali, si configurerebbe con il punto di equilibrio tra pubblico e privato, a difesa della Costituzione e dello sviluppo economico italiani.

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