Con il primo DPCM Draghi ci rinchiude

Anche con Draghi la linea non cambia. Reclusione è la parola d’ordine. Pasqua con misure restrittive anti-Covid il primo, vero terreno di scontro per la maggioranza che sostiene il governo Draghi, con Nicola Zingaretti contro Matteo Salvini, nel frattempo zone rosse si profilano da sabato nelle province di Pistoia e Siena e arancione scuro in quella di Bologna. E anche a Brescia la situazione dei contagi resta critica: gli ospedali sono vicini al collasso e stanno mandando alcuni pazienti in altre strutture della regione, come a Bergamo e a Cremona.

L’Italia si colora ormai di rosso e arancione scuro a macchia di Leopardo, secondo la maggiore incidenza del Covid e soprattutto delle sue varianti. È passato un anno l’unica certezza che abbiamo è la seguente tra virologi e politici nessuno a saputo trovare la soluzione. Nel frattempo le attività sono al collasso e la gente non sa più come vivere. Una situazione del genere non può reggere.

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1 commento

  1. Non poteva andare diversamente perché siamo in mano ad una classe politica di incompetenti, inetti e presuntuosi.
    Tanto per fare un esempio eclatante, solo ora si accorgono che per produrre i vaccini in Italia occorrono almeno sei mesi per adeguare gli impianti delle nostre primarie ed eccellenti aziende farmaceutiche ed avviare i complessi processi produttivi.
    Hanno avuto tutto il tempo per organizzarsi ma niente è stato fatto, al dila’ di sperare nella divina provvidenza.
    Finora sono stati distribuiti 140 miliardi di “ristori” a pioggia ed ora il governo non può più caricare di ulteriori debiti le future generazioni. E se pure lo farà le risorse, anche se ben amministrate e distribuite, saranno comunque insufficienti per rilanciare l’economia, che è ormai allo stremo.
    Quanto si potrà andare avanti prima che il popolo si ribelli e aspetti i cosiddetti “onorevoli” fuori da Montecitorio con i forconi?

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