Cina oggi

Non tutti conoscono l’eccellenza manageriale cinese, che dal ‘78 ha plasmato la politica comunista in ottica di arricchimento popolare, alla stregua degli Usa, con i benefici che si conoscono. Oggi il reddito medio cinese e’ di quasi mille dollari mensili, lo stato controlla ogni settore di vita della Cina, e l’ammissione della stessa nel club principale del commercio, ne ha reso il paese piu’ importante al mondo.
Oggi la Cina ha superato il freno demografico autoimposto al fine di non implodere, e rappresenta il principale stato sia dal punto di vista della produzione industriale che da quello degli acquisti.
L’America teme la Cina a causa del proprio potere demografico, industriale e culturale. Allorche’ l’America controllore dell’Europa ha dovuto mollare la presa del cappio della Russia incontrollabile di fatto, ha focalizzato l’attenzione sulla Cina pur restando l’Europa il vero alterego americano nonche’ fonte di maggior potere economico e produttivo mondiale. Eppure oggi la minaccia culturale cinese inquieta l’America a causa della concezione pacifista delle relazioni economiche e politiche, con cui la Cina si sta affacciando nel mondo europeo mediante la vantaggiosissima via della Seta. Che per l’Italia rappresenta un’osteggiata, da parte euro-americana-opportunita’ per costruire infrastrutture in collaborazione con la Cina, laddove necessitano opere foriere di commerci e nuove relazioni. Intorno a questo discorso infatti, vi si agita un’agguerrita competizione in Europa, per accaparrarsi quante piu’ commesse possibili in antitesi all’Italia, la quale spicca in Europa come eccellenza produttiva e manifatturiera. E la Cina per ora pecca, nonostante tutto, proprio nell’eccellenza produttiva che combacia con la sofisticatezza dei manufatti tipicamente italiana.
Oggi il principale socio europeo nel commercio cinese e’ la Germania intenta ma velleitaria, nel costruirsi un impero europeo solitario che sia concorrente all’America, e la Francia. Ambe due le nazioni giocano in solitaria con la Cina, assieme alla Gran Bretagna che pure eguaglia la Francia da questo punto di vista. Mentre l’Italia dall’eccellenza culturale rappresenta il nocumento europeo principale in ottica commerciale cinese.
La Russia e la Cina sono oggi i rammarichi americani che non ha potuto controllare, in attesa che l’India si ricollochi in modo vincente ed avverso alla Cina, nello scacchiere internazionale. L’India cresce a ritmi doppi della Cina odierna, e tra due decenni la superera’ sul piano della demografia.
L’America ha inserito e ha suffragato il potere cinese, pressata dalle esigenze delle proprie multinazionali che dovevano trovare luoghi di produzione a costi bassissimi e mercati piu’ importanti cui vendere. Tale processo si continuera’ ad attuare nell’India culturalmente e non solo, quasi omogenea alla Cina, nonche’ futuro rivale cinese. Ma comunque oggi l’America soverchia la Cina dal punto di vista della potenza e tecnologia militare, per mezzo degli investimenti in tecnologia e difesa che in America superano quelli dei primi sette principali paesi mondiali sommati.
Oggi il Pakistan rappresenta la minaccia indiana in quanto paese strategico e bisognoso di infrastrutture e nozioni conoscitive per l’Industria nonche’ grande e imminente, bacino commerciale. Eppure non e’ detto che il Pakistan si appoggiera’ all’Occidente cosi’ come recentemente non lo ha fatto l’Ucraina e alcuni paesi ex satelliti della Russia. Cio’ grazie alla perizia e caparbia manageriale di Putin che ha rintuzzato le infiltrazioni della Cia per destabilizzare la Russia.
Ancora la Cina sta investendo, con la via della Seta, in Africa assicurando la meta’ della crescita attuale del continente sventrato dalle multinazionali euro americane. Lo fa, la Cina, per gli stessi scopi della America e dell’Europa, ossia per abbeverarsi di materie prime, gestire infrastrutture, ma lo sta facendo in modo costruttivo e pacifico per tutti. In questo la Cina si contraddistingue rispetto alla cultura americana ed europea di stampo colonialista. E quando un paese come lo Sri Lanca non e’ riuscito a ripagare il porto edificato dalla Cina, essa erroneamente ne ha imposto la gestione presso di se per un secolo. Dopo pero’, con la stessa dinamica in Africa, la Cina non ha assoggettato piu’ nulla, consapevole dello svarione a differenza di quanto accaduto per l’Europa che ha inglobato, con la Germania, la gestione dei beni strategici della Grecia post-fallimento; mentre l’America ha fatto pressioni affinche’ l’Italia non sviluppasse liberamente i propri rapporti commerciali con la Russia prima, ed ora con la Cina. Il riconoscimento dello svarione e il suo messo al bando, l’attenzione globale allo sviluppo ed al vantaggio di tutti, il mantenimento della pace, l’obbligo di prediligere l’arricchimento dei propri abitanti, rende la Cina nazione egemone al mondo nonche’ simile all’Italia profonda e latente, che la sua cultura ha reso gloriosa prima, e rende ancora adesso appetibile.
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