Brasile: clamore Ong, Elon Musk vs Soros

La fondazione guidata da George Soros ha trasferito in un solo anno, verso il Brasile, l’equivalente di 107,2 milioni di Reali, monete locali,  dirette alle Ong ivi allocate ed attivissime. Il che equivale a venti milioni di dollari. Benche’ il finanziere euroamericano pressoche’ bandito da Russia, Bielorussia, Iran, Iraq non avesse partecipato all’ultima inaugurazione della riunione di Davos alla stregua del promotore Klauss Swabb, il malcontento popolare transnazionale verso le sue iniziative, cresce in maniera esponenziale.

Agência Mural das Periferias ha già mantenuto partnership recenti con entità come Unesco, Unicef, Facebook e Twitter. Dicono dal Brasile coadiuvati dal giornale “Gazeta do Povo”; ma il modello è cambiato improvvisamente con il decadimento di altre ONG. La sproporzione delle forze, per Giuliano Miotto, presidente dell’Instituto Liberdade e Justiça – organizzazione dal profilo liberale – e’ illecita: il numero di ONG brasiliane che ricevono fondi da George Soros mette infatti in evidenza una disparità tra sinistra e destra. “Un’organizzazione con una proposta più a destra difficilmente, o quasi mai, avrà accesso a finanziamenti di così alto valore”, dice lui, che è anche avvocato e scrittore. Miotto sostiene che questa disparità distorce il dibattito nel paese. “Il presidente dell’Instituto Liberdade e Justiça – organizzazione dal profilo liberale – focalizza il medesimo trattamento finanziario che viene replicato in America ed Europa, a favore di una propaganda progressista sesquipedale ed imbattibile “L’ampio finanziamento di queste organizzazioni permette loro di avere un numero maggiore di persone dedicate a tempo pieno allo sviluppo della cosiddetta finestra di Overton a loro nome.” La finestra di Overton è la serie di idee e valori che sono considerati accettabili in una società. Secondo Miotto, gli uomini d’ affari che si identificano con il diritto tendono a donare solo alle campagne elettorali. Inoltre, secondo lui, manca una visione chiara da parte dei brasiliani liberali e conservatori. “La destra in Brasile non ha ancora idea dell’importanza del lavoro dei think tank e delle ONG”, All’organigramma finanziario di Soros vengono attribuite campagne di disinformazione che dall’America al Brasile, hanno delegittimato le manifestazioni popolari ai danni del dittico Trump-Bolsonaro, riportando notizie ritenute fasulle come assalti militari violenti oppure rivolte popolari belligeranti e perniciose; alla luce di finti feriti, finti incarcerati, e qualche gambizzazione ed omicidio reali che esulano dalle forze dell’ordine, secondo gli accusatori. Dal Brasile e’ partita una grande raccolta firme contro il magnate George Soros. L’obiettivo era quello di istituire una giornata mondiale contro le attività del finanziere liberal per il 12 agosto. Come riportava Il Giornale, la campagna promossa dal Conservative Brazil Movement (Mbc) conta già il supporto di oltre 25mila firme, che sono state ufficialmente consegnate al Congresso Nazionale, il 13 agosto scorso. Come spiegano i promotori, l’iniziativa mira a frenare l’attività e l’influenza di George Soros, fondatore della Open Society Foundations (Osf), uno dei “principali finanziatori di cliniche abortive nel mondo”.

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Dal Brasile parte cosi’ una grande offensiva contro il magnate George Soros in base perfino alla scoperta di foto modificate delle rivolte al Campidoglio Usa di due anni fa, ed allegate all’attacco di Brasilia da parte degli ostici verso Lula. George Soros, fondatore della Open Society Foundation, e’ inclinato verso la deflagrazione dei confini nazionali, il radicamento dell’ideologia gender a livello didattico, giuridico, politico, sociale; alla liberalizzazione dell’aborto in ogni fase della gravidanza, alla installazione del paradigma produttivo ecosostenibile in ogni sua sfaccettatura: alimentare, fiscale, domestica. In Italia innumerevoli persone rammentano Soros come artefice dell’attacco speculativo contro la Lira teleologico alla sua svalutazione immane, che e’ stata aprioristica alla diffusione della moneta unica europea.

La mobilitazione brasiliana,  sottolineano i referenti del Conservative Brazil Movement, ha l’obiettivo di denunciare ed arginare l’influenza ingombrante del magnate liberal, uno dei più importanti sponsor del Partito democratico Usa e di molte Ong progressiste in tutto il mondo. Per il movimento conservatore brasiliano, “Soros è il piú grande finanziatore della sinistra nel mondo, responsabile di far cadere governi e rendere le nazioni instabili, con proposte che vanno dalla distruzione della cultura giudaico-cristiana, la legalizzazione dell’aborto, la teoria del gender, fino alla censura di Internet e la promozione dell’immigrazione incessante. É arrivato il momento di lottare uniti contro la personificazione del globalismo” sottolineano i promotori.

Elon Musk, CEO di Tesla e proprietario di Twitter, ha twittato la sua domanda. Questo è interessante perché tocca il modo in cui Soros usa i suoi soldi e indirettamente con le donazioni che fa. “Se avessimo George Soros in uno spazio Twitter, quale domanda gli faresti?” l’utente ha twittato il 15 gennaio.  Sai davvero dove stanno andando i tuoi soldi?” Musk ha risposto il 16 gennaio. Il tweet del magnate della tecnologia ha immediatamente suscitato molti commenti e domande relative alle teorie del complotto che circolano su Soros.

Sì, chiedilo e anche: com’è essere il Servo del Male in questo multiverso?” ha commentato un utente di Twitter. “La sua risposta: ‘Per finanziare la fine del capitalismo così nessuno sarà mai più ricco come me’”, ha aggiunto un altro utente.

La domanda provocatoria di Musk arriva meno di due mesi dopo che Soros ha rivelato di aver aumentato la sua partecipazione in Tesla. Soros deteneva, attraverso il suo Soros Fund Management, 89.647 azioni Tesla al 30 settembre. Il leggendario investitore acquisì per la prima volta azioni Tesla tra il 1 aprile ed il 30 giugno. All’epoca, deteneva 29.883 azioni. Ha così triplicato la sua posizione in tre mesi.

Le azioni di Tesla hanno perso quasi i due terzi (65%) del loro valore nel 2022. Non è chiaro se Soros rimanga azionista di Tesla; dovremo aspettare fino a febbraio per avere quella risposta. 

Le normative del mercato azionario richiedono ai gestori di fondi con più di 100 milioni di dollari in azioni statunitensi di presentare un documento, noto come 13F, entro 45 giorni dalla fine di un trimestre per elencare le loro partecipazioni in azioni negoziate nelle borse statunitensi. Musk non aveva mai attaccato direttamente Soros. Lo scorso aprile sembrava addirittura suggerire di condividere le stesse opinioni con la fondazione del finanziere sulla guerra russa in Ucraina. Musk aveva annunciato ufficialmente il suo sostegno all’Ucraina, a cui la sua compagnia SpaceX fornisce Starlink, un servizio di accesso ad Internet satellitare indipendente.

Vocabolario

*Ivi: qui.

*Allocate: messe nel luogo indicato.

*Coadiuvati: messi assieme.

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