Avvisi di garanzia (bancari) Ronaldo e Allegri: prospettive

Cristiano Ronaldo è reduce di un contenzioso con il fisco portoghese patteggiato con diciotto milioni di pagamento: episodio relativo ad elusione fiscale con i diritti d’immagine durante la permanenza al Real Madrid; Massimiliano Allegri, storico e attuale allenatore della Juventus risulta destinatario di bonifici di oltre duecentomila euro da parte di società residenti in paradisi fiscali, a lui riconducibili ed operanti nel settore delle scommessee calcistiche.

Nell’Italia della tassazione più alta in Europa e grosso modo medesima percentuale di privatizzazioni, degli altri paesi europei, sono scattati gli avvisi bancari di chiarificazioni a Ronaldo ed Allegri, per ciò che attiene i prelievi da duecentoventimila euro e centocinquantamila euro, riconducibili rispettivamente al calciatore ed all’allenatore, le cui giacenze  sono altamente superiori alle cifre sottratte alle loro banche. Inoltre gli stipendi dei calciatori in questione e di tutti i loro colleghi, sono tassati a monte alla stregua dei salari dei dipendenti di tutto il mondo; per cui da un lato questi summenzionati professionisti non dovrebbero pagare null’altro, dall’altro non giustificare, come tutti, i loro movimenti monetari. Tanto il riciclaggio non diminuirà finchè le imposte saranno così ingenti, a fronte di servizi pubblici e possibilità di guadagni onesti così difficoltose. Tanto più nulla cesserà finchè macroimprese omicide verso la concorrenza quali Amazon o Microsoft, evaderanno a norma di legge il fisco italiano ed europeo: Microsoft dei 260 miliardi racimolati in Europa a detta di Fusaro, non ha versato tasse, Amazon dei quindici o più miliardi guadagnati in Italia nemmeno ha ricevuto richiami dall’erario; stessa sorte per Facebook o Ryanair che obbligano contratti capestro ai dipendenti italiani ma versano le tasse nei paradisi fiscali. Né a loro discolpa, vale il discorso dell’indotto che in Italia si aggira a parecchie migliaia di dipendenti, giacchè essi fruiscono di stipendi non adeguati né al carovita incipiente né alla mole di lavoro cui sono tenuti ad ottemperare.

La lotta all’evasione fiscale evoca un ritorno perentorio delle stato negli assetti fiscali, giuridici e monetari, atto a sgravare le imprese ed i cittadini dalle gabelle, regolare la finanza, scongiurare le speculazioni di essa, tutelare le imprese e favorire le migliori condizioni di lavoro per mezzo di buoni servizi pubblici ed investimenti infrastrutturali e pensionistici scevri di debiti.

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