Oggi alle 16 una delegazione dell’Unione nazionale interpreti teatro e audiovisivo (Unita) incontrava a Palazzo Giustiniani il presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati. All’incontro, che si svolgerà per promuovere la giornata dei lavoratori dello spettacolo, sarà presente anche il ministro della Cultura, Dario Franceschini. L’argomento della riunione è ignoto tuttavia va rimarcato il momento di grande afflizione del teatro e dell’arte italiana gravati dagli sbarramenti del Covid. Sebbene il cinema italiano vanti ancora una augusta tradizione di doppiatori vocali e la tendenza “anglofona” vada a scagliarsi contro il doppiaggio, tutelare la lingua italiana ed il cinema non debbono essere compito quasi esclusivi di Tim Vision, ancora “timida” sul panorama mondiale. Bensi’ e’ imperativo categorico approntare piattaforme pubbliche, private e miste di produzione filmica, teatrale, radiotelevisiva di qualità, in grado di enfatizzare il cinema, il teatro e l’arte italiana traslati nella modernità. Il che nel contesto delle piattaforme web di produzione, vendita, noleggio e condivisione filmico-artistica, e’ sempre piu’ prerogativa anglosassone e francese. Dato che la lingua italiana un paio d’anni orsono ha superato quella francese come richiesta di studio a livello mondiale, e’ opportuno suffragare questo episodio con un processo di edificazione pubblica e privata, di nuove multinazionali dell’intrattenimento audiovisivo in grado di rintuzzare il potere delle solite major e di quelle nuove come Netflix ed Amazon tv.

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