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Salvatore Tropea rischiara il lato positivo della tecnologia focalizzando Baby Olivia, il video virale sullo sviluppo di un bambino nel grembo.

Baby Olivia, il video virale sullo sviluppo di un bambino nel grembo 1

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La semplice e pura realtà, fatta vedere con imparzialità e rigore scientifico. In modo semplice e puntuale. Stiamo parlando del video “Baby Olivia”, una ricostruzione animata che ripercorre – passo passo, settimana dopo settimana – lo sviluppo di un bambino dal concepimento fino alla nascita all’interno del grembo materno.

Prodotto nel 2021 da LiveAction, il video di 3 minuti fa vedere un’animazione 3D dettagliata, generata dal computer, che mostra movimenti umani molto realistici, tra cui Olivia che si tocca il viso e sbadiglia. Il tutto senza rischiare di turbare – quindi senza particolari medici – giovani o giovanissimi. Allo stesso tempo, però, scienziati, medici ed ex abortisti hanno lavorato con i produttori per confermare che le immagini ed i fatti sullo sviluppo prenatale fossero accurati dal punto di vista anatomico e, da quando è stato rilasciato, “Baby Olivia” è stato visto quasi 7 milioni di volte su YouTube nel solo canale di LiveAction.https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fprovitaonlus%2Fvideos%2F322428780934137%2F&show_text=false&width=267&t=0

L’iniziativa è infatti diventata così tanto virale e famosa da riscuotere un enorme successo soprattutto proprio tra i giovani statunitensi, tanto che alcuni stati Usa hanno pensato – o lo stanno facendo – di proporre ed approvare delle leggi affinché tale video possa essere promosso nelle scuole pubbliche. Come il caso del West Virginia, dell’Iowa, del Nord Dakota, del Tennessee, del Kentucky e del Missouri dove appunto la legislazione ora prevede – o lo farà in caso di approvazione del disegno di legge – l’inclusione del video “Baby Olivia” nel curriculum scolastico statale.

Milioni di visualizzazioni, migliaia di giovani che si interessano al contenuto e sempre più Stati che vogliono farci una legge ad hoc. Sono le conseguenze, dunque, di quello che si sta rivelando un eccezionale strumento di promozione della causa della tutela della vita nascente e di sensibilizzazione ed informazione scientifica.

Dunque la storia di Baby Olivia sta cambiando l’America. E se cambiasse anche l’Italia? Anche nel nostro Paese serve questo tipo di comunicazione e sensibilizzazione per informare correttamente, appunto con rigore scientifico, i giovani e le nuove generazioni, a partire dalle scuole e dai luoghi di crescita e formazione.

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