A Nemi con Vittorio Sgarbi (Comunicato Stampa)

(Per la “Biennale Internazionale d’Arte dei Castelli Romani a Nemi al Castello Ruspoli dedicata a Dante”)

Le strade ciottolose che portano al castello, un terrazzo sull’abisso dello specchio d’acqua che riflette nella vegetazione una fantastica presenza di aureo: siamo di fronte alla Chiesa del Santuario del SS.mo Crocifisso ad ammirare dall’alto il lago di Nemi. Entriamo nella Chiesa che si apre nell’oscurità alla nostra vista. Entriamo solidali nel silenzio che ci accoglie e, accostandoci timidamente ai piedi dell’icona della Madonna di “Versacarro”, le rivolgiamo una preghiera

Procediamo verso la statua del Crocefisso esposto sull’altare maggiore: uomo che ci colpisce nella figura lignea che trasuda sofferenza, apposto sulla croce monolitica, coronato di spine, esposto sull’altare della pace tra Dio e gli uomini. I solchi scarni del corpo teso a sprone dei chiodi che lo sostengono. Gesù ci ha donato sé stesso rappresentando la Verità del Verbo che ha incarnato: noi esistiamo per lui.

Procediamo all’esterno verso la Villa che accoglie la mostra, entusiasti del tempo che stiamo vivendo nel calore di un sole intenso attraverso l’allegrezza del posto animato dalla numerosa presenza dei turisti.

Entriamo nella Villa con curiosità e stupore di fronte alle opere che vediamo per la prima volta. Sculture animate dal movimento, colori delle immagini che si susseguono, rilievi dei bassorilievi, bodypainting nella rappresentazione estrema di un Satana dantesco: la kermesse d’arte della Biennale Internazionale d’Arte dei Castelli Romani a Nemi al Castello Ruspoli dedicata a Dante”.

Sono le 19 e un po’ di gente si accalca, si avvicina all’unico che, vate nella folla, incede maestoso di fascino: Vittorio Sgarbi. Vittorio rilascia autografi e risposte alle domande, sorride alla vista di un incontro unico per tanti. Parole di ringraziamento per l’accoglienza e frasi di auspicio per altre iniziative culturali. Non manca di rimarcare quante poche siano le risorse rivolte all’arte. Non teme confronti nell’affermare  “che l’arte e la cultura devono essere un diritto per tutti, per chi la crea e per chi l’ama, al pari di tanti altri diritti sanciti dalla costituzione”.

Prof.ssa Silvana Geirola

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